DOPING - Fanini lancia un nuovo allarme: «Hematide è la nuova Epo che sfugge ai controlli»
Giovedì 20 luglio 2009 - In una nota che pubblichiamo integralmente Ivano Fanini, patron dell'Amore&Vita lancia un nuovo allarme doping.Nessun positivo (finora) al Tour 2009. Cosa vuol dire? Finalmente il ciclismo ha imboccato la strada giusta per voltare pagina? Difficile pensarlo se solo si considera che gli uomini del plotone e in molti casi anche gli atleti sono gli stessi che solo qualche stagione fa avevano solo una cosa in testa: l’imbroglio e il doping. Del resto la corsa al doping va avanti freneticamente. Non si fa in tempo a individuare un test per il Cera (vedi i casi Riccò & C, lo scorso anno) che già sembra sia arrivato sul “mercato” un nuovo prodotto. Si chiama “Hematide” e, a quanto mi dice il tam-tam del plotone, sta già circolando in gruppo, specie ad alto livello. Coloro, cioè che riescono a procurarsi questo prodotto ancora in fase sperimentale e non ancora ufficialmente commerciato. E’ un’epo che va oltre il Cera, che, secondo quanto si sa, sarebbe inserita nei prodotti vietati della lista Wada, ma non esiste ancora un test in grado di rilevarla. Dunque, se vale ancora la regola del passato, tanto cara a certi medici dopatori: “Tutto quello che non si becca, si prende”, è da presumere che anche il Tour non sia sfuggito a questo rischio. Con buona pace dei vari Armstrong, Contador e compagnia e dela credibilità della corsa francese.Per quanto riguarda l’americano c’è da rilevare che negli anni in cui ha vinto i sette Tour, esisteva un tipo di epo che sfuggiva ai controlli, come adesso. Si trattava della “dynepo”, o epo di seconda generazione, ricavata da cellule umane e non animali, dunque per un lungo periodo irrintracciabile ai test. Almeno fino al 2007, quando, si ricorderà, fu fermato dalla propria squadra, la Rabobank, il danese Rasmussen mentre era in maglia gialla. In Francia appurarono che Rasmussen risultò anche positivo al “dynepo”, ma, come ammette il direttore del laboratorio francese di Parigi, non potettero squalificarlo. Il motivo era che il test per individuale la “dynepo” non era stato ancora ufficialmente registrato. Infatti il corridore riuscì anche a vincere la causa con la sua società ed ad ottenere un cospicuo rimborso: non era mai stato squalificato. Più recentemente un olandese Erik Dekker è risultato positivo alla “dynepo” (1° luglio 2009) reagion per cui si deve pensare che que sto prodotto continui ad essere usato nel plotone, assieme alla nuovissima “hematide”. Dunque, come riferisce la stampa francese, il sospetto anche per questo Tour è d’obbligo. E fa bene l’agenzia francese a rifare i test del Tour 2008: se ne vedranno delle belle. Mi domando e chiedo a chi veramente vuole bene al ciclismo se non sia il caso di rifare anche i test del Giro 2008 e della Vuelta. Almeno per i primi dieci della classifica o almeno per i primi tre. Sono convinto che ci sarebbero dei risultati clamorosi. Salterebbe l’intero banco e forse non si potrebbe neppure fare una nuova classifica se si ponesse la clausola della revisione totale delle proprie analisi antidoping prima di essere classificati. In questo quadro non si può non rilevare l’ennesima tragica vicenda, come la morte di martedì in corsa del giovane dilettante di appena 23 anni militante nella più forte squadra toscana. Sono nel ciclismo da tutta la vita e per tanti anni l’unico riferimento di una morte in gara per me era il povero Simpson sul mont Venotux. Adesso i morti nel ciclismo si contano a decine solo negli ultimi anni. Sono straconvinto che certa farmacia ha le sue responsabilità in merito. Oppure c’è da concludere che il ciclismo fa male alla salute, se fa morire giovani ventenni che dovrebbero avere un fisico robusto per aver superato tutti i test medici previsti per la pratica agonistica. Inoltre non posso non ricordare il caso più recente di questi giorni. Si tratta di un campioncino di appena 18 anni della categoria Juniores Eugenio Bani (58 vittorie in carriera e n°1 delle classifiche di rendimento e leader della nazionale azzurra in Belgio) militante anche lui nella più forte squadra toscana juniores e trovato positivo addirittura con la gonadotropina corionica umana HCG che è un vero e proprio veleno per l’organismo umano.Ciò conferma che la Toscana è terra di grandi campioni ma anche purtroppo la patria dei più grandi maneggioni. Sono sempre più convinto che tutto il ciclismo, dagli esordienti ai professionisti, debba essere fermato almeno per un anno. Va messo tutto sul pulito e ripartire con regole nuove che non guardino in faccia a nessuno e radiare chi viene pescato in frode, altrimenti i morti non si fermeranno qui.
La rivoluzione ciclica è iniziata! Un altro modo scoprire i luoghi
lunedì 3 agosto 2009
venerdì 27 marzo 2009
Nucleare che futuro per la terra?
Un governo contro l´ambiente (3): la scelta nucleare di Mario Tozzi
ROMA. Invece di scegliere decisamente la strada delle energie rinnovabili, della maggior efficienza e del risparmio il governo prende quella vecchia e senza sbocchi del nucleare. Come se entrando in un negozio volessimo acquistare una radio a valvole o volessimo fare il pieno con benzina arricchita in piombo tetraetile. L’uranio è un combustibile fossile (come gli idrocarburi e il carbone) e si esaurirà in un tempo non lunghissimo (meno di mezzo secolo), suscettibile di essere considerevolmente ridotto, come è intuibile, se ne aumenterà l’utilizzo. Inoltre produce scorie radioattive che rimangono potenzialmente pericolose per migliaia di anni: come si fa a paragonarlo al sole o al vento? Questa strada non avrà alcun risultato nella lotta al cambiamento climatico e aumenterà solo la dipendenza del Paese dai combustibili fossili (seppure nucleari) di cui, come si dovrebbe sapere, non possediamo alcun giacimento. Impiantare una centrale nucleare richiede oggi circa 4 miliardi di euro, e il costo vero del kWh ottenuto per questa via potrà essere calcolato solo quando il primo rifiuto della centrale più vecchia sarà diventato inattivo, cioè fra oltre diecimila anni. Inoltre, con l’emergenza clima alle porte e gli accordi internazionali che impongono obblighi e tempi, non sembra una risoluzione sensata quella di affidarsi a reattori che saranno realizzati non prima di dieci anni.La ricerca per l´energia nucleare ha già bruciato il 90% delle spese destinate a quella su fonti energetiche alternative ai combustibili fossili. Non più dipendenti solo dal punto di vista delle fonti energetiche, ma anche da quello tecnologico: questo il risultato dell´accordo italo francese sul nucleare annunciato oggi. A pagare, in tutti i sensi, saranno i cittadini-contribuenti, che vedranno lo Stato sostenere coi loro soldi una scelta che li penalizzerà sotto il profilo della dipendenza energetica e tecnologica e non consentirà al nostro Paese, ancora per decenni, di attrezzarsi davvero per la lotta contro la CO2 e i cambiamenti del clima. L´Italia, in sostanza, dipenderà dalla Francia anche dal punto di vista tecnologico, e questo nonostante la precedente fallimentare esperienza del reattore Superphoenix, alla fine chiuso per manifesta inefficienza. Il progetto EPR in Finlandia già mostra enormi problemi dal punto di vista della realizzazione e della sicurezza. Il nucleare in Italia ha problemi enormi di localizzazione, essendo un territorio fortemente sismico, pervaso dal dissesto idrogeologico e con spazi fluviali ancor più ridotti e prosciugati per buona parte dell´anno (fenomeno che aumenterà con l´acutizzarsi degli effetti dei cambiamenti climatici). Il nucleare offre un modestissimo contributo al fabbisogno energetico mondiale. Si parla di circa 6,5%, ma questo dato è già sovradimensionato. Il reale contributo del nucleare è addirittura inferiore a quello dell´ idroelettrico (secondo la IEA nel 2006 la produzione idroelettrica ammontava a 3.121 TWh contro i 2.793 TWh del nucleare). Secondo l’agenzia Moody’s, la realizzazione di nuovi impianti nucleari avrebbe costi molto superiori ai 7.000 dollari a kW installato. Come se non bastasse Moody’s afferma che i costi del kWh nucleare saranno destinati a crescere con un ritmo del 7% annuo e questo comporterebbe un raddoppio del costo del kWh nell’arco del prossimo decennio. Così le bollette degli italiani aumenteranno, senza peraltro migliorare la sicurezza energetica del nostro Paese che continuerà a dipendere dai combustibili fossili per i trasporti, il riscaldamento degli edifici e tutto il resto. Il nucleare, infatti, serve solo, e a caro prezzo, a produrre energia elettrica ma nel nostro paese (come la maggior parte dei paesi) l’energia elettrica è meno di un quarto dell’energia complessivamente impiegata.Il caso della centrale finlandese di Olkiluoto. Questo caso sta diventando paradigmatico della dubbia sostenibilità economica degli investimenti nucleari, a causa di ritardi nella costruzione, aumento dei costi e utilizzo inefficace dei sussidi pubblici. Essendo il primo reattore costruito nel mercato liberalizzato europeo dell´energia, nel 2005 quando la costruzione iniziò fu descritto come una prova che l´industria nucleare può competere in questo nuovo mercato in seguito ai miglioramenti tecnologici avvenuti. Per ridurre i rischi per l´acquirente - l´utility finlandese TVO - la società franco-tedesca Areva ha siglato un accordo chiavi in mano a prezzo fisso per la nuova centrale, a prescindere dall´ammontare finale delle spese effettive per il costruttore. Inoltre, l´accordo prevede una multa di 0,2% del costo per ogni settimana di ritardo rispetto alla consegna alla prima criticità prevista entro 48 mesi dalla posa della prima pietra. Le condizioni favorevoli previste dall´accordo avevano l´obiettivo di dimostrare la competitività dell´"affare" rispetto alle altre opzioni sul mercato. Già nel primo anno si sono verificati una serie di problemi tecnici e ritardi nella costruzione, resi poi pubblici dall´ente regolatore dell´energia della Finlandia. Dopo 16 mesi di lavori il progetto aveva accumulato un ritardo di ben 18 mesi, con un aumento dei costi stimato in circa 700 milioni di Euro. Va aggiunto che già nel 2006 in seguito agli anticipi effettuati Areva ha registrato una perdita di 300 milioni di Euro. Va notato che la Bayerische Landesbank che ha guidato un syndicated loan di 1,95 miliardi di Euro per il progetto - che copre il 60 per cento dei costi - ha applicato tassi estremamente vantaggiosi del 2,6 %. Inoltre le agenzie di credito all´esportazione Coface e SEK hanno garantito operazioni di Areva per 720 milioni di Euro. Ciononostante il progetto potrebbe causare una forte perdita per Areva ed in prospettiva anche per l´utility finlandese. La DG Competition della Commissione Europea ha anche indagato sulle particolari condizioni concesse da queste agenzie ad Areva e sulla possibile violazione dei principi di concorrenza nel mercato europeo. E´ chiaro quindi che il progetto Olkiluoto emerge come un sonoro fallimento che mostra la palese incapacità dell´industria nucleare di competere in mercato liberalizzato dell´energia quale è quello europeo oggi, anche se si tratta di progetti in via di realizzazione in condizioni ottimali e in paesi molto avanzati sia dal punto di vista economico che in materia di regolamentazioni e sicurezza.E non parliamo qui del problema irrisolto delle scorie e degli incidenti possibili.
ROMA. Invece di scegliere decisamente la strada delle energie rinnovabili, della maggior efficienza e del risparmio il governo prende quella vecchia e senza sbocchi del nucleare. Come se entrando in un negozio volessimo acquistare una radio a valvole o volessimo fare il pieno con benzina arricchita in piombo tetraetile. L’uranio è un combustibile fossile (come gli idrocarburi e il carbone) e si esaurirà in un tempo non lunghissimo (meno di mezzo secolo), suscettibile di essere considerevolmente ridotto, come è intuibile, se ne aumenterà l’utilizzo. Inoltre produce scorie radioattive che rimangono potenzialmente pericolose per migliaia di anni: come si fa a paragonarlo al sole o al vento? Questa strada non avrà alcun risultato nella lotta al cambiamento climatico e aumenterà solo la dipendenza del Paese dai combustibili fossili (seppure nucleari) di cui, come si dovrebbe sapere, non possediamo alcun giacimento. Impiantare una centrale nucleare richiede oggi circa 4 miliardi di euro, e il costo vero del kWh ottenuto per questa via potrà essere calcolato solo quando il primo rifiuto della centrale più vecchia sarà diventato inattivo, cioè fra oltre diecimila anni. Inoltre, con l’emergenza clima alle porte e gli accordi internazionali che impongono obblighi e tempi, non sembra una risoluzione sensata quella di affidarsi a reattori che saranno realizzati non prima di dieci anni.La ricerca per l´energia nucleare ha già bruciato il 90% delle spese destinate a quella su fonti energetiche alternative ai combustibili fossili. Non più dipendenti solo dal punto di vista delle fonti energetiche, ma anche da quello tecnologico: questo il risultato dell´accordo italo francese sul nucleare annunciato oggi. A pagare, in tutti i sensi, saranno i cittadini-contribuenti, che vedranno lo Stato sostenere coi loro soldi una scelta che li penalizzerà sotto il profilo della dipendenza energetica e tecnologica e non consentirà al nostro Paese, ancora per decenni, di attrezzarsi davvero per la lotta contro la CO2 e i cambiamenti del clima. L´Italia, in sostanza, dipenderà dalla Francia anche dal punto di vista tecnologico, e questo nonostante la precedente fallimentare esperienza del reattore Superphoenix, alla fine chiuso per manifesta inefficienza. Il progetto EPR in Finlandia già mostra enormi problemi dal punto di vista della realizzazione e della sicurezza. Il nucleare in Italia ha problemi enormi di localizzazione, essendo un territorio fortemente sismico, pervaso dal dissesto idrogeologico e con spazi fluviali ancor più ridotti e prosciugati per buona parte dell´anno (fenomeno che aumenterà con l´acutizzarsi degli effetti dei cambiamenti climatici). Il nucleare offre un modestissimo contributo al fabbisogno energetico mondiale. Si parla di circa 6,5%, ma questo dato è già sovradimensionato. Il reale contributo del nucleare è addirittura inferiore a quello dell´ idroelettrico (secondo la IEA nel 2006 la produzione idroelettrica ammontava a 3.121 TWh contro i 2.793 TWh del nucleare). Secondo l’agenzia Moody’s, la realizzazione di nuovi impianti nucleari avrebbe costi molto superiori ai 7.000 dollari a kW installato. Come se non bastasse Moody’s afferma che i costi del kWh nucleare saranno destinati a crescere con un ritmo del 7% annuo e questo comporterebbe un raddoppio del costo del kWh nell’arco del prossimo decennio. Così le bollette degli italiani aumenteranno, senza peraltro migliorare la sicurezza energetica del nostro Paese che continuerà a dipendere dai combustibili fossili per i trasporti, il riscaldamento degli edifici e tutto il resto. Il nucleare, infatti, serve solo, e a caro prezzo, a produrre energia elettrica ma nel nostro paese (come la maggior parte dei paesi) l’energia elettrica è meno di un quarto dell’energia complessivamente impiegata.Il caso della centrale finlandese di Olkiluoto. Questo caso sta diventando paradigmatico della dubbia sostenibilità economica degli investimenti nucleari, a causa di ritardi nella costruzione, aumento dei costi e utilizzo inefficace dei sussidi pubblici. Essendo il primo reattore costruito nel mercato liberalizzato europeo dell´energia, nel 2005 quando la costruzione iniziò fu descritto come una prova che l´industria nucleare può competere in questo nuovo mercato in seguito ai miglioramenti tecnologici avvenuti. Per ridurre i rischi per l´acquirente - l´utility finlandese TVO - la società franco-tedesca Areva ha siglato un accordo chiavi in mano a prezzo fisso per la nuova centrale, a prescindere dall´ammontare finale delle spese effettive per il costruttore. Inoltre, l´accordo prevede una multa di 0,2% del costo per ogni settimana di ritardo rispetto alla consegna alla prima criticità prevista entro 48 mesi dalla posa della prima pietra. Le condizioni favorevoli previste dall´accordo avevano l´obiettivo di dimostrare la competitività dell´"affare" rispetto alle altre opzioni sul mercato. Già nel primo anno si sono verificati una serie di problemi tecnici e ritardi nella costruzione, resi poi pubblici dall´ente regolatore dell´energia della Finlandia. Dopo 16 mesi di lavori il progetto aveva accumulato un ritardo di ben 18 mesi, con un aumento dei costi stimato in circa 700 milioni di Euro. Va aggiunto che già nel 2006 in seguito agli anticipi effettuati Areva ha registrato una perdita di 300 milioni di Euro. Va notato che la Bayerische Landesbank che ha guidato un syndicated loan di 1,95 miliardi di Euro per il progetto - che copre il 60 per cento dei costi - ha applicato tassi estremamente vantaggiosi del 2,6 %. Inoltre le agenzie di credito all´esportazione Coface e SEK hanno garantito operazioni di Areva per 720 milioni di Euro. Ciononostante il progetto potrebbe causare una forte perdita per Areva ed in prospettiva anche per l´utility finlandese. La DG Competition della Commissione Europea ha anche indagato sulle particolari condizioni concesse da queste agenzie ad Areva e sulla possibile violazione dei principi di concorrenza nel mercato europeo. E´ chiaro quindi che il progetto Olkiluoto emerge come un sonoro fallimento che mostra la palese incapacità dell´industria nucleare di competere in mercato liberalizzato dell´energia quale è quello europeo oggi, anche se si tratta di progetti in via di realizzazione in condizioni ottimali e in paesi molto avanzati sia dal punto di vista economico che in materia di regolamentazioni e sicurezza.E non parliamo qui del problema irrisolto delle scorie e degli incidenti possibili.
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NO AL NUCLEARE ACQUA CONTAMINATA
martedì 2 dicembre 2008
cerchi spaziali!!!

COMUNICATO STAMPA
OZ499: COUNTDOWN AL VIA PER LA PRIMA SPORTDESIGN
DA COLLEZIONE
Lunedì 12 Maggio 2008: parte oggi il conto alla rovescia per OZ499, modello di una nuova
generazione di creazioni high tech concepite per lo sport ma con un DNA che le candida a
icone di design.
Risultato della sinergia tra OZ – colosso nel settore delle ruote su strada – e
Carlesso, azienda veneta specializzata nel settore Bike, OZ499 è risultato di un progetto
congiunto di ricerca su nuovi materiali e tecnologie avviato lo scorso autunno e che si
concluderà il prossimo agosto con la presentazione del primo esemplare.
“Una creazione strepitosa – hanno dichiarato i dirigenti delle due società – una
straordinaria fusione di arte e sport che parlerà la lingua di una nuova
contemporaneità non solo agli sportivi ma anche e soprattutto ad appassionati,
collezionisti e cultori del settore”.
Ulteriori informazioni sulla nuova opera sono al momento coperte dal massimo riserbo, ma
le due aziende hanno annunciato che le prime notizie verranno messe on line dal prossimo
31 maggio su www.oz499.com.
L’indirizzo web è già attivo, con un grande countdown che segnalerà il tempo mancante al
rilascio del temporary web site. E per chi vuole essere aggiornato sull’evento vi è la
possibilità, registrandosi sull’apposito form, di ricevere in anteprima segnalazioni e news.
Ufficio Stampa OZ499
Laura Pontin
Tel. +390437858465, cell. 329.3917722
Skype laura.pontin.polaris
Email: l.pontin@polarisedizioni.com
sabato 22 novembre 2008
ECOCONSIGLI COME AIUTARE L'AMBIENTE!
In bici o a piedi aiuti l’ambiente
Lasciamo l’auto in favore di treno o autobus, della bici o di una sana camminata. Il WWF ricorda che è possibile fare a meno della macchina e così salvaguardare l’ambiente. Con il vantaggio che, oltre ad inquinare di meno, siamo in salute e in formaMercoledì, 29 Ottobre 2008A cura di www.wwf.it
Tra le piccole, importanti scelte di ogni giorno per in tema di ecologia, anche i trasporti giocano un ruolo importante. Il WWF ci ricorda che l’uso di treni e mezzi pubblici contribuisce alla salvaguardia dell’ambiente. La bicicletta, poi, si rivela essere un toccasana e ci preserva da malattie cardiovascolari. Mentre andare a piedi è proprio un’abitudine da riscoprire, insieme ad un ritmo più lento e naturale del vivere.
In autoUn’automobile pesa non meno di sette quintali, più frequentemente una tonnellata e mezza: quanta energia si spreca per portarla in giro! Pensaci bene ogni volta che la usi per portare in giro i tuoi 70 chilogrammi! La bicicletta, che pesa solo una ventina di chili, è di gran lunga più efficiente.
Se usi l’automobile, rispetta i limiti di velocità. Superare i 100 km/ora significa a conti fatti risparmiare solo qualche mezz’ora. Non superarli significa consumare molto meno carburante e inquinare meno. Oltre a ridurre di molto il rischio di incidenti.
Non guidare in modo frenetico. Accelerazioni improvvise e frenate brusche, oltre a renderti nervoso, contribuiscono in maniera generosa ad aumentare del 30% il consumo di carburante.
In treno o autobus Prendi i mezzi pubblici. Risparmierai soldi, anidride carbonica e potrai leggere il giornale. Scoprirai il piacere di considerare gli altri non più come avversari ma compagni di viaggio.
Per quanto riguarda i tragitti extraurbani, treni e autobus sono da preferire. Saranno anche più lenti, ma evitano lo stress del traffico, il pericolo di incidenti e consentono di risparmiare sul carburante. Ed eviti di inquinare.
Per i bambini viaggiare in tram, bus e treno con mamma o papà è divertentissimo. Approfittane per educarli all'uso abituale dei mezzi pubblici.
Vivere senz’auto si può. E bene. Soprattutto se abiti in città, prendi in considerazione l’ipotesi di non avere l’automobile. Siamo sempre di più a fare questa scelta apparentemente difficile: in realtà ti sentirai più libero. Eventualmente puoi noleggiarne una per le vacanze estive (l’autonoleggio per lunghi periodi diventa sempre più conveniente ed è più economico di quanto si creda). A conti fatti risparmierai qualche migliaio di euro ogni anno.
In biciLa bicicletta è l'unico mezzo di trasporto silenzioso e non emette anidride carbonica. Provala per i tuoi spostamenti, d'estate come d'inverno: farà bene alla tua salute e scaricherà lo stress della vita quotidiana. In Europa i ragazzi che vanno a scuola a piedi o in bici sono sempre di meno. In Italia ogni mattina ci sono 5 milioni di spostamenti in automobile per accompagnare i ragazzi a scuola. Malgrado l'86% abiti a meno di 15 minuti. Quindi: vai a scuola a piedi o in bici, o, se hai figli, non accompagnarli in auto e responsabilizzali a spostarsi da soli. Un uso consapevole della bicicletta è una attività fisica che permette di unire trasporto, esercizio fisico e comodità. Se si pedala con moderazione, senza volersi improvvisare velocisti, l’utilizzo della bici è senz’altro un toccasana contro i rischi di una vita sedentaria. Interessanti i dati diffusi dalla Associazione Medici Britannici: i ciclisti, come più in generale coloro che praticano un’attività sportiva moderata ma regolare, corrono un rischio di malattie cardiache ridotto al 50% rispetto ai non ciclisti e valori positivi si riscontrano studiando gli effetti per la prevenzione di malattie coronariche, bronchitiche, ortopediche e asmatiche.
Ritorna bambino: utilizza la bicicletta! È divertente, non costa niente, passi dappertutto, la parcheggi ovunque, fa bene alla salute e non inquina!
A piediI propri piedi sono un ottimo sistema per spostarsi nei brevi tragitti, senza inquinare e bruciando un po' di calorie. E’ però fondamentale abituarsi ad acquistare scarpe comode. La maggior parte delle calzature in vendita non serve per camminare ma solo per seguire la moda. Perché le persone possano spostarsi a piedi è importante che sia il più piacevole possibile poterlo fare. Non vi è dubbio che passeggiare su un marciapiede largo tre metri sia meglio che farlo su un marciapiedi stretto solo un metro. Difendi i marciapiedi larghi e liberi dalle auto, qualcuno vorrebbe ridurli per farne parcheggi regalando ulteriore spazio alle automobili che già soffocano le città.
Lasciamo l’auto in favore di treno o autobus, della bici o di una sana camminata. Il WWF ricorda che è possibile fare a meno della macchina e così salvaguardare l’ambiente. Con il vantaggio che, oltre ad inquinare di meno, siamo in salute e in formaMercoledì, 29 Ottobre 2008A cura di www.wwf.it
Tra le piccole, importanti scelte di ogni giorno per in tema di ecologia, anche i trasporti giocano un ruolo importante. Il WWF ci ricorda che l’uso di treni e mezzi pubblici contribuisce alla salvaguardia dell’ambiente. La bicicletta, poi, si rivela essere un toccasana e ci preserva da malattie cardiovascolari. Mentre andare a piedi è proprio un’abitudine da riscoprire, insieme ad un ritmo più lento e naturale del vivere.
In autoUn’automobile pesa non meno di sette quintali, più frequentemente una tonnellata e mezza: quanta energia si spreca per portarla in giro! Pensaci bene ogni volta che la usi per portare in giro i tuoi 70 chilogrammi! La bicicletta, che pesa solo una ventina di chili, è di gran lunga più efficiente.
Se usi l’automobile, rispetta i limiti di velocità. Superare i 100 km/ora significa a conti fatti risparmiare solo qualche mezz’ora. Non superarli significa consumare molto meno carburante e inquinare meno. Oltre a ridurre di molto il rischio di incidenti.
Non guidare in modo frenetico. Accelerazioni improvvise e frenate brusche, oltre a renderti nervoso, contribuiscono in maniera generosa ad aumentare del 30% il consumo di carburante.
In treno o autobus Prendi i mezzi pubblici. Risparmierai soldi, anidride carbonica e potrai leggere il giornale. Scoprirai il piacere di considerare gli altri non più come avversari ma compagni di viaggio.
Per quanto riguarda i tragitti extraurbani, treni e autobus sono da preferire. Saranno anche più lenti, ma evitano lo stress del traffico, il pericolo di incidenti e consentono di risparmiare sul carburante. Ed eviti di inquinare.
Per i bambini viaggiare in tram, bus e treno con mamma o papà è divertentissimo. Approfittane per educarli all'uso abituale dei mezzi pubblici.
Vivere senz’auto si può. E bene. Soprattutto se abiti in città, prendi in considerazione l’ipotesi di non avere l’automobile. Siamo sempre di più a fare questa scelta apparentemente difficile: in realtà ti sentirai più libero. Eventualmente puoi noleggiarne una per le vacanze estive (l’autonoleggio per lunghi periodi diventa sempre più conveniente ed è più economico di quanto si creda). A conti fatti risparmierai qualche migliaio di euro ogni anno.
In biciLa bicicletta è l'unico mezzo di trasporto silenzioso e non emette anidride carbonica. Provala per i tuoi spostamenti, d'estate come d'inverno: farà bene alla tua salute e scaricherà lo stress della vita quotidiana. In Europa i ragazzi che vanno a scuola a piedi o in bici sono sempre di meno. In Italia ogni mattina ci sono 5 milioni di spostamenti in automobile per accompagnare i ragazzi a scuola. Malgrado l'86% abiti a meno di 15 minuti. Quindi: vai a scuola a piedi o in bici, o, se hai figli, non accompagnarli in auto e responsabilizzali a spostarsi da soli. Un uso consapevole della bicicletta è una attività fisica che permette di unire trasporto, esercizio fisico e comodità. Se si pedala con moderazione, senza volersi improvvisare velocisti, l’utilizzo della bici è senz’altro un toccasana contro i rischi di una vita sedentaria. Interessanti i dati diffusi dalla Associazione Medici Britannici: i ciclisti, come più in generale coloro che praticano un’attività sportiva moderata ma regolare, corrono un rischio di malattie cardiache ridotto al 50% rispetto ai non ciclisti e valori positivi si riscontrano studiando gli effetti per la prevenzione di malattie coronariche, bronchitiche, ortopediche e asmatiche.
Ritorna bambino: utilizza la bicicletta! È divertente, non costa niente, passi dappertutto, la parcheggi ovunque, fa bene alla salute e non inquina!
A piediI propri piedi sono un ottimo sistema per spostarsi nei brevi tragitti, senza inquinare e bruciando un po' di calorie. E’ però fondamentale abituarsi ad acquistare scarpe comode. La maggior parte delle calzature in vendita non serve per camminare ma solo per seguire la moda. Perché le persone possano spostarsi a piedi è importante che sia il più piacevole possibile poterlo fare. Non vi è dubbio che passeggiare su un marciapiede largo tre metri sia meglio che farlo su un marciapiedi stretto solo un metro. Difendi i marciapiedi larghi e liberi dalle auto, qualcuno vorrebbe ridurli per farne parcheggi regalando ulteriore spazio alle automobili che già soffocano le città.
PEDALO SICURO!
In occasione dell’arrivo della stagione invernale, si ritorna a parlare di come sia salutare e conveniente muoversi in città in bicicletta, senza i venefici ingorghi del traffico. I vantaggi derivanti dall’uso quotidiano della bicicletta sono oramai noti a tutti, ma forse è bene ricordare, che il mezzo di trasporto più semplice e più economico che conosciamo non è un giocattolo: è un veicolo ed è soggetto alle stesse norme di tutti gli altri veicoli che circolano sulla strada; per questo va condotto con prudenza. La bicicletta, infatti, deve avere:
i freni (uno per la ruota anteriore e uno per la ruota posteriore)
il campanello o un dispositivo di segnalazione acusticau
una luce bianca o gialla anteriore
una luce rossa posteriore
un catarifrangente rosso posteriore
quattro catarifrangenti gialli sui pedali.
Dal 2006 è in atto una nuova normativa europea per la sicurezza delle biciclette, riguardante appunto 4 tipi di bici: da ragazzo, da corsa, da città e trekking e le mountain bike. In essa sono specificati i requisiti necessari per la loro fabbricazione e si definiscono i metodi di prova da applicare ai singoli componenti al fine di valutarne la resistenza. Le norme, inoltre, fissano alcuni parametri per determinare l’integrità strutturale dei telai e delle forcelle ed indicano le nuove prestazioni frenanti. Per esempio, una bicicletta da corsa che viaggia ad una velocità di 25 km/h su un terreno asciutto, dovrà avere uno spazio di frenata massimo di 6 metri, mentre ad una velocità di 16km/h su un terreno bagnato, lo spazio di frenata dovrà essere massimo di 5 metri.Ovviamente i dispositivi menzionati devono essere omologati e/o conformi.
i freni (uno per la ruota anteriore e uno per la ruota posteriore)
il campanello o un dispositivo di segnalazione acusticau
una luce bianca o gialla anteriore
una luce rossa posteriore
un catarifrangente rosso posteriore
quattro catarifrangenti gialli sui pedali.
Dal 2006 è in atto una nuova normativa europea per la sicurezza delle biciclette, riguardante appunto 4 tipi di bici: da ragazzo, da corsa, da città e trekking e le mountain bike. In essa sono specificati i requisiti necessari per la loro fabbricazione e si definiscono i metodi di prova da applicare ai singoli componenti al fine di valutarne la resistenza. Le norme, inoltre, fissano alcuni parametri per determinare l’integrità strutturale dei telai e delle forcelle ed indicano le nuove prestazioni frenanti. Per esempio, una bicicletta da corsa che viaggia ad una velocità di 25 km/h su un terreno asciutto, dovrà avere uno spazio di frenata massimo di 6 metri, mentre ad una velocità di 16km/h su un terreno bagnato, lo spazio di frenata dovrà essere massimo di 5 metri.Ovviamente i dispositivi menzionati devono essere omologati e/o conformi.
venerdì 14 novembre 2008
BICYCLE FILM FESTIVAL !
Dal 26 al 30 novembre la tappa italiana del Bicycle Film Festival, in tour
intorno al mondo per celebrare l'orgoglio ciclistico attraverso film, arte e
musica. Sabato 29 novembre grande dance party in un garage sotterraneo
con annesso ring per ciclismo urbano indoor.
Ritratti di ciclisti urbani, animazioni, videoarte, video musicali, documentari storici, fiction,
racconti di viaggio, epica agonistica: il Bicycle Film Festival è in rapido avvicinamento verso
Milano, arrivo previsto il 26 novembre, con una scia di serate musicali, una mostra d'arte, gare
su strada, ciclocross urbano e un grande garage party finale, con musica dance in un
parcheggio sotterraneo e ring per ciclismo urbano indoor.
Nato otto anni in quella grande fucina dell'avanguardia cinematografica newyorchese che è
l'Anthology Film Archive, il Bicycle Film Festival è espressione di una comunità internazionale
di ciclisti urbani, filmmaker e artisti uniti da un fitto interscambio di idee, storie e immagini. Il tour
2008 del BFF tocca 17 città: New York, Toronto, Minneapolis, Los Angeles, San Francisco,
Chicago, Boston, Tokyo, Austin, Londra, Vienna, Zurigo, Parigi, Sydney, Melborune, Milano e
Portland.
“Il ciclista urbano è uno degli eroi dei nostri giorni: agile, leggero, silenzioso, metropolitano,
post-petrolifero. Quando tra molti anni si guarderà alle culture urbane del nostro decennio, si
vedrà che il movimento dei ciclisti è uno dei più distintivi di questo inizio secolo”. Così afferma
Brendt Barbur, fondatore e direttore del BFF.
Il BFF mette insieme il vintage e il pop, il vecchio e il nuovo volto del ciclismo, i film sulle grandi
classiche del Nord e i video sulle gare nei garage di Tokyo. Molti i rimandi culturali tra
immaginario ciclistico USA, italiano e giapponese. L'Italia in particolare, un paese in cui fino agli
anni '60 il ciclismo era il primo sport nazionale, sta diventando sempre più oggetto di culto da
parte di ciclisti urbani di tutto il mondo. Bike messenger di New York, ciclisti a scatto fisso di
Tokyo, studenti di Berkley idolatrano i marchi storici e l'iconografia del vecchio ciclismo italiano.
E all'amore per la bici è interamente dedicata JOY RIDE mostra d'arte che gira il mondo
insieme al Bicycle Film Festival, con opere di artisti affermati come Tom Sachs, Michel Gondry,
Phil Frost, Swoon, insieme a opere di emergenti, italiani ed internazionali.
Il BFF è realizzato in collaborazione con Carhartt, Stussy, Slam Jam e Vans , marchi di culto
dello streetwear urbano, di Abici e di Selle San Marco. La festa finale è organizzata con
Barmanlover. Al Mexico il pubblico sarà accolto dall'officina mobile della Stazione delle
Biciclette.
intorno al mondo per celebrare l'orgoglio ciclistico attraverso film, arte e
musica. Sabato 29 novembre grande dance party in un garage sotterraneo
con annesso ring per ciclismo urbano indoor.
Ritratti di ciclisti urbani, animazioni, videoarte, video musicali, documentari storici, fiction,
racconti di viaggio, epica agonistica: il Bicycle Film Festival è in rapido avvicinamento verso
Milano, arrivo previsto il 26 novembre, con una scia di serate musicali, una mostra d'arte, gare
su strada, ciclocross urbano e un grande garage party finale, con musica dance in un
parcheggio sotterraneo e ring per ciclismo urbano indoor.
Nato otto anni in quella grande fucina dell'avanguardia cinematografica newyorchese che è
l'Anthology Film Archive, il Bicycle Film Festival è espressione di una comunità internazionale
di ciclisti urbani, filmmaker e artisti uniti da un fitto interscambio di idee, storie e immagini. Il tour
2008 del BFF tocca 17 città: New York, Toronto, Minneapolis, Los Angeles, San Francisco,
Chicago, Boston, Tokyo, Austin, Londra, Vienna, Zurigo, Parigi, Sydney, Melborune, Milano e
Portland.
“Il ciclista urbano è uno degli eroi dei nostri giorni: agile, leggero, silenzioso, metropolitano,
post-petrolifero. Quando tra molti anni si guarderà alle culture urbane del nostro decennio, si
vedrà che il movimento dei ciclisti è uno dei più distintivi di questo inizio secolo”. Così afferma
Brendt Barbur, fondatore e direttore del BFF.
Il BFF mette insieme il vintage e il pop, il vecchio e il nuovo volto del ciclismo, i film sulle grandi
classiche del Nord e i video sulle gare nei garage di Tokyo. Molti i rimandi culturali tra
immaginario ciclistico USA, italiano e giapponese. L'Italia in particolare, un paese in cui fino agli
anni '60 il ciclismo era il primo sport nazionale, sta diventando sempre più oggetto di culto da
parte di ciclisti urbani di tutto il mondo. Bike messenger di New York, ciclisti a scatto fisso di
Tokyo, studenti di Berkley idolatrano i marchi storici e l'iconografia del vecchio ciclismo italiano.
E all'amore per la bici è interamente dedicata JOY RIDE mostra d'arte che gira il mondo
insieme al Bicycle Film Festival, con opere di artisti affermati come Tom Sachs, Michel Gondry,
Phil Frost, Swoon, insieme a opere di emergenti, italiani ed internazionali.
Il BFF è realizzato in collaborazione con Carhartt, Stussy, Slam Jam e Vans , marchi di culto
dello streetwear urbano, di Abici e di Selle San Marco. La festa finale è organizzata con
Barmanlover. Al Mexico il pubblico sarà accolto dall'officina mobile della Stazione delle
Biciclette.
domenica 12 ottobre 2008
Come cambia la vita vissuta in bicicletta!
Bicipensiero del giorno
"La bicicletta modifica il tempo, ma anche lo spazio. Rifate in macchina un tragitto particolarmente bello in bicicletta. Fa schifo, e' come se fosse un altro posto: si e' impoverito"Didier Tronchet, giornalista, ciclosofo, Francia
"La bicicletta modifica il tempo, ma anche lo spazio. Rifate in macchina un tragitto particolarmente bello in bicicletta. Fa schifo, e' come se fosse un altro posto: si e' impoverito"Didier Tronchet, giornalista, ciclosofo, Francia
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