mercoledì 5 agosto 2015

CICLOTURISMO IN ITALIA: POTENZIALE INESPRESSO DA 3,2 MLD DI EURO DI FATTURATO



CosmoBike Show, a Veronafiere dall’11 al 14 settembre 2015. Due le iniziative organizzate da CosmoBike Show per valorizzare il turismo sulle due ruote a pedale: Italian Green Road Award e CosmoBike Tourism.
Con 2.728.600 esemplari prodotti nel 2014, in crescita del 2,1% sull’anno precedente, l’Italia si conferma primo produttore di biciclette in Europa (fonte Ancma). Ma l’obiettivo è diventare anche un Paese “a misura di bici”. Perché pedalare, oltre a far bene alla salute e ridurre il numero di auto in circolazione, può rappresentare un’importante leva economica per il turismo nazionale. Secondo l’Agenzia Nazionale del Turismo-Enit, infatti, il ritorno economico del cicloturismo ha una potenzialità a livello nazionale di 3,2 miliardi di euro di fatturato all’anno. Servono, però, infrastrutture adeguate e, se è pur vero che una pista ciclabile può costare fino a 400 euro al metro, studi internazionali dimostrano che ogni euro investito in questo settore ne restituisce 4 o 5 alla collettività in meno di tre anni. Senza prendere come riferimento l’Olanda, patria storica delle due ruote a pedali, molti altri stati europei sono già ben avviati in questa direzione e anche alcune regioni italiane l’hanno imboccata con profitto da alcuni anni. In Francia il fatturato cicloturistico annuale è pari a 2 miliardi, mentre, restando nel nostro Paese, brilla la provincia autonoma di Trento con i suoi 400 chilometri di piste ciclabili che, dal 2009, generano oltre 100 milioni di euro l’anno. L’Italia è la nazione più ricca al mondo per siti e paesaggi dichiarati dall’Unesco patrimonio dell’umanità e molti di questi si prestano ad essere raggiunti e visitati in bici. Vie verdi e piste ciclopedonali cominciano ad essere più numerose ma, purtroppo, restano ancora poco conosciute. Per questo CosmoBike Show, la fiera internazionale dedicata al mondo della bicicletta alla Fiera di Verona dall’11 al 14 settembre 2015, in collaborazione con Viagginbici, il Magazine del turismo sostenibile, ha istituito l’Italian Green Road Award: premio che valorizza tutti quei luoghi d’Italia caratteristici e visitabili in sella ad una bici. Oggi la passione per la bicicletta – da strada, da corsa o mountain bike – si coniuga con una forma di turismo sostenibile, dinamico e salutare, a contatto con la natura e con l’ambiente. In Veneto, ad esempio, ci sono oltre mille chilometri di piste tabellate ed è stato annunciato, proprio in questi giorni, un progetto di itinerario cicloturistico di 300 chilometri per collegare Verona a Firenze. È da tutte queste premesse che nasce CosmoBike Tourism, il collaterale espositivo di CosmoBike Show pensato per il mondo del turismo in bici dove enti, alberghi, agriturismi, consorzi di promozione, bike park italiani e stranieri presentano al grande pubblico le tipicità e le eccellenze dei territori di provenienza, oltre a opportunità e servizi specifici per una vacanza da vivere pedalando.

mercoledì 15 luglio 2015

Una roadmap europea per il ciclismo

Più attenzione per i ciclisti che pedalano nei Paesi dell’Ue e introduzione di misure per garantire maggiore sicurezza anche ai pedoni. La maggioranza dei membri del Parlamento Europeo – il 14 luglio – ha votato una “roadmap” per il ciclismo da inserire nel programma di lavoro della Commissione Europea per il prossimo anno. Si tratta di un pacchetto di provvedimenti per tutelare gli utenti fragili della strada – come appunto chi si sposta a piedi e in sella – promuovendo attivamente la ciclabilità sulle strade, dentro e fuori le città.
ECF_NEWS
Lo comunica l’ECF (European Cyclists’ Federation) che già in un convegno a maggio scorso aveva caldeggiato la stesura di una tabella di marcia condivisa sul ciclismo, per amalgamare i contenuti delle diverse iniziative legislative sul tema portate avanti dalle direzioni generali della Commissione per i Trasporti e il Turismo dell’Ue. I membri della Commissione – nel corso del loro voto per la relazione sul Libro bianco sui Trasporti – hanno deciso di puntare sul ciclismo come strumento per favorire le politiche di spostamento urbano ed extraurbano, considerando la bicicletta come un mezzo di trasporto da incentivare a tutti i livelli.
I deputati europei hanno anche sottolineato la necessità di procedere con una raccolta di dati più approfonditi e accurati sugli utenti europei dei trasporti, in particolare per quanto riguarda gli spostamenti a piedi e in bicicletta. Il quadro normativo, oltre ai diritti dei passeggeri, sottolinea che il trasporto di biciclette sui treni dovrebbe essere agevolata.
Inoltre, la relazione della Commissione invita a presentare proposte entro il 2016 per rivedere e aggiornare i regolamenti sulla sicurezza generale (661/2009) e sulla protezione dei pedoni (78/2009), che hanno entrambi lo scopo di dare la priorità agli utenti vulnerabili della strada.
Intanto il 7 ottobre prossimo la riunione informale della Presidenza Lussemburghese del Consiglio Europeo sarà dedicata esclusivamente al ciclismo. In quell’occasione l’ECF chiederà ai ministri dei Trasporti degli Stati membri di seguire la raccomandazione della Commissione per i Trasporti e il Turismo per sviluppare una “roadmap” europea per il ciclismo.

mercoledì 1 luglio 2015

Bikenomics: quando la bicicletta fa bene anche all’economia

È quasi impensabile per gli italiani rendere la bicicletta il mezzo di trasporto più diffuso, un po’ per la fretta quotidiana, un po’ per pigrizia, un po’ per praticità. Tuttavia impegnarsi ardentemente nella causa della bicicletta è una realtà che si potrebbe concretizzare con l’impegno e con un’attenzione particolare ai vantaggi che da essa derivano: vantaggi per l’ambiente, ma anche per l’economia, locale soprattutto.Ma la bicicletta non offre “solo” vantaggi per quanto riguarda la salute o per la riduzione dell’inquinamento, ma si dimostra essere un canale efficace in termini di contributo all’economia, specie l’economia locale, al punto che in America è stato coniato il termine Bikenomics, da fusione delle parole bike, bicicletta ed economics.Ma la bicicletta non offre “solo” vantaggi per quanto riguarda la salute o per la riduzione dell’inquinamento, ma si dimostra essere un canale efficace in termini di contributo all’economia, specie l’economia locale, al punto che in America è stato coniato il termine Bikenomics, da fusione delle parole bike, bicicletta ed economics.

Questo per due ragioni principali: in primo luogo usare più la bici significa risparmiare e aumentare il reddito disponibile per i consumi locali. In secondo luogo, muoversi in bici nel proprio quartiere / città e non usare la macchina per fare acquisti magari a decine di chilometri di distanza, ci costringe a scoprire meglio e privilegiare l’offerta più vicino alla nostra residenza.
Last, but not least, l’indotto, anche solo turistico, delle due ruote: si pensi che in uno stato medio-grosso degli USA, il Wisconsin, uno studio (di cui trovate il link al pdf) parla di una bike economy, di un impatto economico, turistico in primis, della bicicletta, che da solo vale 1,5 miliardi su base annua per lo Stato.
Insomma, bicicletta vuole dire più soldi che restano nella comunità: partendo dalle realtà più immediate come il fatto che l’utilizzo della bicicletta per recarsi al lavoro migliora chi la utilizza di conseguenza il datore di lavoro vedrà più profitti o che lasciando l’auto in garage, e girando la città pedalando, i negozi della città risulterebbero essere un’attrattiva maggiore. La comunità, inoltre, vedrebbe destinarsi più soldi dato che i cittadini non si impegnerebbero più grosse somme per la benzina, le assicurazioni e per l’acquisto dell’auto.
Per far sì che questo avvenga è dunque necessario mettere a disposizione i giusti strumenti: il Comune di Milano, ad esempio, propone Bike Mi, cioè un servizio di bike-sharing semplice, comodo e valido ecologicamente parlando. Si tratta di offrire un mezzo di trasporto vero e proprio da alternare a quelli tradizionali come tram e metropolitane, è pratico specialmente perché le postazioni Bike Mi sono collocate nelle zone più strategiche di Milano. Per al massimo due ore è possibile effettuare brevi spostamenti che in pratica permettono ad esempio di partire dalla stazione Cadorna e raggiungere l’università restituendo il mezzo alla postazione più vicina.
Tuttavia, nonostante questi modelli positivi, è fondamentale mantenere costante l’impegno di dar sempre più opportunità agli utilizzatori della bicicletta sia per non farli allontanare da questa realtà sia per far avvicinare ad essa altri consumatori. Dunque il territorio deve essere predisposto a tale scopo attraverso piste ciclabili, segnaletica opportuna, parcheggi sicuri.. insomma l’obiettivo è promuovere la bicicletta in ogni modo possibile anche per ciò che riguarda il cosiddetto cicloturismo, un fenomeno che si sta affermando sempre più a cui bisogna affiancare strumenti come l’intermodalità, cioè la possibilità di trasportare le due ruote anche sui treni, traghetti, metro, ma anche strutture in grado di ospitare chi con la bici si muove, esemplare l’esperienza dei Bed & Bike tedeschi imitati dagliAlbergamici italiani con successo.
A dimostrazione che l’Italia vuole seguire l’esempio di altri Paesi europei, come Germania e Austria – dove una regione come il Tirolo ha confezionato attorno alla bicicletta la propria offerta turistica per quest’anno –  non sono solo le iniziative a fiorire ma anche i risultati.
Come quelli ottenuti dalla realizzazione di quattro ciclabili realizzate a favore del cicloturismo dalla provincia di Trento – nella Valsugana, nella Val di Sole, nella Valle dell’Adige, nel Garda Trentino-, le quali hanno apportato una ricaduta economica nel 2009 di ben ottantasei milioni di euro così come rivela una ricerca condotta nel 2010 dall’Osservatorio Provinciale per il Turismo della provincia autonoma di Trento, indagine che è stata presentata proprio lo scorso 16 aprile a Verona durante il convegno Bicicletta e Turismo sostenuta dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta.
Come spiega il Presidente Paolo Fabbri, essa è stata organizzata con lo scopo di illustrare questi vantaggi economici, le iniziative di successo come quelle legate alla provincia di Trento appunto, ma anche quelle relative all’intermodalità, importante esempio il trasposto gratuito della bicicletta sui treni della Liguria per i prossimi quattro anni, e per dare spazio anche ad altri progetti, come quelli inerenti all’editoria dove vengono realizzate apposite cartine dei percorsi cicloturistici.
La bicicletta, dunque, può rappresentare una rivoluzione sia nella realtà del turismo sia per le città. Il percorso è ancora lungo per poter decretare il successo già ottenuto in altri Paesi europei, ma i segnali che sono emersi rappresentano le basi per far sì che la bicicletta possa entrare effettivamente nella familiarità di ogni giorno permigliorare la nostra vita a livello personale e non solo: essa è un vantaggio per le amministrazioni locali che intendono incentivare l’uso della bicicletta perché investire sulla mobilità ciclistica significherebbe un risparmio per le casse pubbliche, proprio come è dimostrato da quei Comuni che fanno delle due ruote un’importante leva economica potendo così di conseguenza migliorare le altre realtà sociali dei propri cittadini.

giovedì 25 giugno 2015

Parma, biciclette ad alta tecnologia ai dipendenti: "Stiamo in forma e risparmiamo"

 Parma, biciclette ad alta tecnologia ai dipendenti: "Stiamo in forma e risparmiamo"
Una bici, non sempre è semplicemente una bici. Ne sa qualcosa Franco Bercella, titolare dell'omonima azienda di alta tecnologia nella produzione di manufatti di altissima qualità in materiale composito (carbonio) con sede a Varano, nel tratto locale della "Motor Valley".

Proprio in questi giorni, dalle mani del titolare della concessionaria Yamaha di Parma, Giovanni Buratti, dopo alcuni mesi di attesa, ha ricevuto in consegna alcuni nuovissimi modelli avanzati di MTB elettriche (più precisamente, a pedalata assistita!), destinate alla sperimentazione di processo e alla formazione specifica del personale nella sua azienda.

La Bercella Carbon Fiber, infatti, è stata la prima azienda italiana che ha sperimentato, con successo, negli anni scorsi, l'utilizzo integrato a livello aziendale di mezzi individuali elettrici a bassissimo impatto, messi a disposizione dei dipendenti, dei collaboratori e in alcuni casi anche dei clienti, spesso internazionali.

  Bercella ha le idee chiare: "Ci muoviamo comodi e veloci, stiamo in forma e risparmiamo; da quando utilizziamo le MTB elettriche in azienda, dopo aver formato in modo opportuno i nostri collaboratori, abbiamo abbattuto i costi dei trasporti locali, soprattutto abbiamo risparmiato tantissimo tempo nei "micro-trasferimenti" aziendali, e in quelli casa-lavoro. Per riuscirci, è stato importante affidarci a professionisti del settore della mobilità elettrica e a prodotti di altissima e indiscussa qualità". Aggiunge: "ma non solo: visto che la mia azienda è collocata in mezzo alla natura, nella bellissima Val Ceno, ci troviamo spesso a nostra volta a consigliare il modo migliore per passare i momenti liberi di chi ci viene a trovare: lo facciamo attraverso l'impiego di professionisti locali (le Guide GAE della zona), spesso con l'utilizzo delle bici elettriche. E' un modo per dare valore alla nostra azienda, impegnata a rispettare l'ambiente e a far star bene le persone che vi operano, facendo scoprire, al tempo stesso, un territorio dalle caratteristiche ambientali uniche, e a cui siamo fortemente attaccati."

sabato 20 giugno 2015

Azienda triestina lancia la lavatrice per bici

La Mathitech Bikes ha creato un sistema innovativo ed ecologico per la pulizia che ha già conquistato hotel specializzati della Germania e negozi di noleggio

Nasce a Trieste una nuova lavatrice automatica per biciclette, realizzata dall’azienda Mathitech Bikes, attiva tra il capoluogo giuliano e la Slovenia, che deriva dalla riprogettazione di una macchina simile, ma molto più costosa e complessa. La novità, costruita in città, sta registrando grande interesse a livello internazionale, con vendite effettuate recentemente in Italia e all’estero.
QBike washing station, questo il nome completo, è concepita come un sistema innovativo che consente di eseguire da sola il lavaggio con acqua e detergente ecologico ed è studiata per essere installata e utilizzata in maniera semplice e rapida, proprio come una lavatrice da casa.
Una macchina rivoluzionaria per il settore e anche “green”, che prevede non solo l’assenza di agenti inquinanti, ma anche un sistema di risparmio dell’acqua, scaricata poi in modo diretto alla rete fognaria, senza il bisogno di particolari filtraggi.
«Qualche anno fa ho visitato la fiera Eurobike in Germania, la più famosa del settore – ricorda Enrico Merlani, titolare di Mathitech Bikes– dove ho visto i primi prototipi di lavatrici per biciclette, che però faticavano a conquistare il mercato per l’alto costo, che si aggirava sui 18mila euro. Ho chiesto all’azienda che la vendeva di poter rivedere tutto il progetto, abbassando i costi e rendendo allo stesso tempo più facile e intuitivo l’uso. Così è stato. Sono riuscito ad abbattere il prezzo, quasi dimezzato rispetto al modello precedente, e a proporla al mercato presto, insieme all’azienda con la quale collaboriamo, la Novatec. Negli ultimi mesi abbiamo avuto un ottimo riscontro e l’interesse sta crescendo costantemente».
Ma come funziona? La bicicletta viene inserita all’interno dello spazio attraverso grande ante vetrate, appoggiata su un braccio di lavaggio basculante, dotato di getti e detergenti appositamente scelti per non danneggiare la bici e i suoi componenti. Dall’esterno il proprietario può osservare in tutta tranquillità la propria due ruote nella fase di pulizia e attendere che sia pronta. Bastano tre minuti per un lavaggio semplice e cinque per un ciclo intenso.
Al momento una stazione di lavaggio è posizionata all’interno del negozio Bikeways di viale Miramare 5, riservata ai proprietari per pulire in velocità le bici noleggiate a triestini e turisti. Altre sono state vendute sia in Italia che all’estero.
«Alcune sono state comperate da bike hotel in Germania, per offrire un servizio ai clienti che amano pedalare e scelgono strutture ricettive ad hoc – spiega Merlani – le ultime tre uscite dalla nostra fabbrica sono state dotate anche di gettoniera, programmabile dal gestore dell’impianto con il prezzo che desidera e quindi fruibili in modo completamente autonomo dalla gente. Altre ancora sono in fase di costruzione. Finora sono state posizionate principalmente all’interno di alberghi e in negozi di noleggio di bici».
La macchina, larga e alta due metri, profonda un metro circa, è dotata di un pannello multilingue con la possibilità di selezionare i comandi in italiano, tedesco e inglese. Un software dedicato ordina e controlla le varie fasi di lavoro.
Sull’ampiamento del mercato e sulle potenzialità future della macchina Merlani ha le idee chiare. «Sono tante le persone che si servono della bici per spostamenti più o meno brevi, anche sul nostro territorio si potrebbe pensare di introdurre una “lavatrice” nei pressi di parchi, piste ciclabili o comunque aree frequentate da appassionati.
Vista la semplicità della macchina si può pensare di posizionarlasenza problemi in uno spazio esterno, prevedendo una tariffa per il lavaggio, come alcuni acquirenti che l’hanno comprata già fanno. Si potrebbe pensare anche di inserirla in zone dove sono presenti autolavaggi – conclude - spazi quindi già ampi e attrezzati».

lunedì 8 giugno 2015

Tre progetti per 57 milioni di turisti: la Toscana dell'ospitalità punta ai segmenti turistici emergenti: matrimoni, cicloturismo e enoturismo


L'obiettivo delle tre iniziative elaborate dall'agenzia pubblica Toscana Promozione è infatti quello di intercettare flussi che, secondo le stime internazionali, riguardano complessivamente circa 57 milioni di turisti, una cifra quasi pari all'intera popolazione italiana.
"Il mondo del turismo è in continua evoluzione – spiega in una nota di Toscana Promozione Alberto Peruzzini, dirigente del settore turismo dell'Agenzia – e per essere sempre ai primi posti è necessario lavorare con anticipo su quei segmenti d'offerta che, in prospettiva futura, offrono il maggior ritorno sull'investimento iniziale". Da questa convinzione è nata l'idea di puntare su tre segmenti che vedono la Toscana già ben posizionata, ma che hanno bisogno di quella spinta in più per poter uscire dalla "nicchia".
Matrimoni – Ogni giorno, nel mondo, si celebrano circa 115 milioni di matrimoni che, complessivamente, generano 6 milioni di viaggi (Fonte: ICOHT 2013). Cifre che corrispondono, con una stima al ribasso che considera solo gli sposi novelli in luna di miele, a circa 12 milioni di viaggiatori. I flussi turistici legati ai matrimoni non sono annoverati nelle statistiche Eurostat sul turismo e solo recentemente se ne comincia a parlare negli studi generali sul turismo nazionale o internazionale. Si tratta, però, di un fenomeno in costante aumento. Le stime emerse dall'ultima assemblea della International Conference on Hospitality & Tourism Management parlano di un incremento del +75% dal 2007 al 2012. "Per fare un esempio concreto – spiega ancora Peruzzini –, basti pensare che solo negli Stati Uniti si celebrano 2 milioni di matrimoni all'anno, di cui 500.000 vengono organizzati all'estero. L'Italia potrebbe intercettarne almeno il 10%, con un enorme beneficio anche per tutto l'indotto". Considerata la crescente tendenza alle nozze all'estero, infatti, puntare sui matrimoni significa lavorare su un segmento turistico che, potenzialmente, interessa dalle strutture ricettive alle lavanderie. Potenzialità che il matrimonio celebrato lo scorso anno a Firenze fra Aradhana Lohia, figlia del magnate della plastica indiano Aloke Lohia e il nobile indiano Kevin Sharma ha ben messo in evidenza: 700 ospiti, 5 alberghi in esclusiva, 35 parrucchieri, 60 fioristi, 200 mezzi riservati e un budget complessivo di 8 milioni di euro.

Cicloturismo – Secondo un recente studio commissionato dal Parlamento Europeo alla European Cyclists' Federation, sarebbero 25,6 milioni i cicloturisti pernottanti nel mondo, per un valore complessivo di 54 miliardi di euro all'anno. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un segmento di nicchia che non è rilevato dalle statistiche Eurostat. I casi studio europei, però, mettono in evidenza come lo sviluppo di itinerari cicloturistici possano avere interessanti ricadute sulle economie locali, in termini di creazione di imprese e posti di lavoro. "Oggi – illustra Peruzzini –, la classifica delle principali destinazioni cicloturistiche europee vede la Francia e l'Austria ai primi posti. Il nostro obiettivo è portare sul podio la Toscana, sfruttando anche la forza che la nostra regione ha nei principali Paesi da cui partono i flussi cicloturistici: Germania e Regno Unito".

Enoturismo – Qui la Toscana gioca in casa, tanto da essere un caso di studio a livello internazionale. Ma si può fare di più, è la convinzione di Toscana Promozione. Nel mondo, infatti, si stima che siano circa 20 milioni gli enoturisti (fonte: Wine Tourism Conference) di cui solo 3 arrivano in Italia. "Gli esperti di settore su questo sono categorici – chiarisce ancora il dirigente Alberto Peruzzini –: gli arrivi in Italia rappresentano solo il 20% delle potenzialità di questo segmento d'offerta". "I riconoscimenti ottenuti dalla Toscana negli ultimi anni e che ci indicano come la miglior destinazione europea per l'enoturismo ci dicono che possiamo avere un ruolo importante per incrementare la performance nazionale di questo segmento d'offerta, e questo è quello che vogliamo ottenere. Nella nostra regione sono attive 350 aziende vinicole con offerta ricettiva, di cui 64 si posizionano nel segmento lusso e di queste 15 si situano nel segmento extralusso. Numeri che fanno della Toscana una delle principali destinazioni internazionali del turismo del vino di fascia alta". "Oggi i nostri Wine Resort attirano circa 100.000 turisti per un fatturato complessivo che, nel 2013, è stato di 250 milioni di euro – conclude Peruzzini –. Un segmento che pesa per l'1,2% sul movimento complessivo di turisti del vino. È una percentuale che dobbiamo assolutamente far crescere, sfruttando a pieno le potenzialità di questo settore in continua espansione e che vede in campo importanti competitor come la Rioja in Spagna, la Napa Valley in California o le regioni della Francia".

giovedì 4 giugno 2015

CICLOTURISMO, IL VENETO CI CREDE DAVVERO;

Segnaletiche apposite, interventi su Dolomiti e strade forestali, nuove piste, promozione degli itinerari: la Regione Veneto punta su un mercato da 11 miliardi di euro per l'Europa, grazie soprattutto a tedeschi, austriaci e olandesi
Il Veneto si candida a diventare una destinazione cicloturistica d'eccellenza, potendo contare su una rete di 1200 km di ciclovie, lungo cui lo scorso anno è stata completata la posa della segnaletica, che sarà implementata e completata proprio per orientare i turisti viaggiatori.
Come spiega una nota ufficiale della Regione, si provvederà inoltre ad attrezzare le salite e i passi dolomitici scelti dagli appassionati della velocità e si interverrà sulle strade forestali scelte dagli amanti della mountain bike. "Secondo i dati presentati dalla Commissione Europea il valore economico delle vacanze in bicicletta in Europa si aggira attorno gli 11 miliardi di euro, generato soprattutto da tedeschi (con ben 8 milioni), austriaci, e olandesi" ha dichiarato l'assessore al turismo del Veneto, Marino Finozzi. "In questo settore la nostra Regione è già presente in tutti i cataloghi dei Tour Operator europei ed è una delle prime mete dei turisti che scendono dalle Alpi seguendo il corso dei fiumi Adige e Brenta" prosegue Finozzi. L'assessore regionale annuncia poi che nei prossimi mesi saranno utilizzate "significative risorse per realizzarenuove piste ciclabili di lunga percorrenza, completando quei percorsi che intercettano i principali flussi turistici: Lago di Garda – Venezia, una classica del cicloturismo italiano; la ciclovia delle spiagge, lungo il nostro magnifico litorale; laDolomiti – Venezia, dalle montagne al mare. A queste si aggiungono altre nuove rotte di sicuro interesse come la ciclovia del Brenta e l'ex-ferrovia Treviso – Ostiglia".
Secondo la Federazione italiana amici della bicicletta (Fiab), la mappatura di 18.000 chilometri di ciclovie messa a punto recentemente da Bicitalia potrebbe generare un fatturato pari a 3,2 miliardi di euro all'anno per il nostro Paese, in cui ancora si attende la creazione di una legge che regolamenti il cicloturismo in tutti i territori nazionali. Il Veneto, peraltro, è attraversato da un considerevole pezzo di "VEN.TO", il progetto del Politecnico di Milano (su cui è stato prodotto anche un film) per creare una pista ciclabile da Torino a Venezia.
E in occasione di Expo Bici, spiega ancora il comunicato ufficiale, la Regione Veneto ha presentato tre nuovi prodotti editoriali destinati a questo segmento del turismo slow. "Si tratta delle nuove brochure della collana 'Veneto in bicicletta', in distribuzione dalle prossime settimane" ha commentato Finozzi. La prima si intitola "Slow Bike" e descrive il piacere del viaggio sulle migliori ciclovie del Veneto. La seconda è più specifica: "Mountain Bike" sarà dedicata ai 10 migliori bikeresort. La terza brochure è "Road bike": a partire dal fascino del Giro d'Italia, invita il turista sportivo a confrontarsi con le 8 escursioni e 2 scalate sulle strade della corsa rosa.
I percorsi delle tre nuove brochure sono scaricabili dal portale www.veneto.to in formato adatto ai navigatori gps, e secondo l'assessore "sono un altro passo del Veneto per miglioramento nell'accoglienza del turista: un processo costante che richiede il sostegno e la forza dei numerosi operatori turistici veneti che credono in questo specifico mercato".

martedì 2 giugno 2015

ciclismo turismo sostenibile

Messa a punto una mappa con 18.000 chilometri di strade percorribili in bicicletta in Italia. Il cicloturismo in Europa vale 44 miliardi l'anno, nel nostro Paese si attende una legge nazionale
Bisognerà attendere ancora per le innovazioni (velostazioni, sistema di identificazione nazionale e tutti i capoluoghi collegati) della legge quadro per la ciclabilità in Italia a cui lavoravano nei mesi scorsi alcuni deputati del gruppo interparlamentare per la Mobilità Nuova.
Ma la mappa della rete di ciclovie nazionali (circa 18.000 km di strade ciclabili) è già pronta grazie a Bicitalia, il progetto messo a punto dalla Federazione italiana amici della bicicletta (Fiab) con la collaborazione di dieci Regioni italiane e della Provincia di Trento, come riporta il magazine Voci di Milano.
La rete è consultabile sul sito www.bicitalia.org: 10.000 chilometri già mappati, 18 itinerari e 50 "ciclovie di qualità", ovvero itinerari prevalentemente su pista ciclabile che, per caratteristiche del paesaggio, sicurezza e servizi offerti, sono considerati al di sopra della media nazionale.
Come riporta ancora Voci di Milano, "i turisti che amano visitare l'Italia in sella alla bicicletta rappresentano il 20% di tutto il turismo ciclistico dell'Europa centro-meridionale. Ad attrarre un numero sempre maggiore di persone è la possibilità di vivere un'esperienza di viaggio focalizzata sull'utilizzo della bicicletta ma utilizzando anche il treno per gli spostamenti più lunghi".
"Il lavoro di Fiab per Bicitalia si inserisce nel progetto europeo di EuroVelo, la grande rete ciclabile sviluppata dall'European cyclists' federation (Ecf) che corre su oltre 70 mila km di strade tra i Paesi dell'Unione europea" per un valore economico valutato in circa 44 miliardi di euro all'anno. E secondo la Fiab, la rete di Bicitalia potrebbe generare un fatturato pari a 3,2 miliardi di euro all'anno per il nostro Paese. Sempre in attesa di una legge che regolamenti il cicloturismo in tutti i territori d'Italia.

lunedì 1 giugno 2015

Ciclabili, appello per lo «stradone»


Il comitato «Bike No Stop» - «Rischi reali, fate in fretta»
Quattro anni fa nascenta in Busa il Comitato «Bike no stop», creato per spingere le amministrazioni ad investire di più
e più in fretta sul mondo della bicicletta, ad iniziare dalla creazione delle ciclabili in zona.
Dal 2011 ad oggi non molto, però, sembra cambiato a giudicare dal documento che il comitato ha inviato in questi
giorni: «La "fame" di ciclabili è generata da un'accresciuta popolazione in termini numerici, ma soprattutto da un
cambiamento nello stile di vita e ad una maggiore sensibilità verso le tematiche green: la bici viene vissuta come il
modo migliore per lasciare a casa l'auto, con ottime ricadute su traffico, inquinamento, salute e portafogli. La notevole
diffusione poi delle bici elettriche ha dato la possibilità anche agli anziani che avevano appeso la bici al chiodo, di
sfrecciare, veloci come ventenni, anche in salita».
Questo sul fronte dei residenti ma ovviamente, in una zona come nostra, grande importanza ha anche il ciclosturismo:
«Crescono di anno in anno i turisti, soprattutto stranieri che prenotano strutture alberghiere, spesso di medio/alto
livello, dove soggiornare ricoverando le proprie bici in carbonio da seimila euro».
Il comitato "Bike No Stop" in questi anni ha raccolto oltre 3600 firme tramite i vari gazebo ed ha pubblicato decine di
articoli sui media locali. «E' così che è iniziata una costruttiva collaborazione con l'allora sindaco Mattei - scrivono - che
pur definendoci ironicamente "i rompiscatole delle ciclabili", aveva preso fortemente a cuore la faccenda, portando a
casa, nel giro di pochi mesi, un paio di risultati eccellenti: la costruzione a spese della casa di cura Regina di una nuova
passerella sul Sarca e, soprattutto, la "mission impossible" di convincere i Bacini Montani alla costruzione del tratto di
ciclabile a sbalzo sul Sarca, per tappare quell'intollerabile "buco nero" che interrompeva la pista proveniente da Dro
verso Torbole».
Da allora il sindaco Betta è succeduto a Mattei e Mosaner a sé stesso: con entrambi i sindaci il Comitato ha avviato
una serie di incontri per portare a termine il completamento e la sistemazione di quella che dovrebbe diventare la
"spina dorsale" delle ciclabili locali, ovvero la Riva-Arco lungo via Santa Caterina.
«Centinaia di ciclisti percorrono giornalmente questo tratto, per andare da un comune all'altro o per recarsi nei centri
commerciali lungo lo stradone. Tutti ciclisti dotati evidentemente di grande coraggio e sprezzo del pericolo, data
l'oggettiva pericolosità del tracciato odierno, che non pochi incidenti, anche gravi, ha generato. Entrambi i sindaci si
sono dichiarati disponibili al completamento di questa essenziale opera pubblica ed hanno dato incarico ai propri
tecnici di procedere al rilievo e alla progettazione». Da questo punto di vista il Comitato è pienamente soddisfatto per assegna stampa gardesana
il costruttivo dialogo intavolato con le amministrazioni. La nota dolente è la tempistica: «A quest'ora - scrive il
comitato - i lavori dovrebbero essere già iniziati, se non addirittura completati, anche in riferimento alla relativa
semplicità progettuale-realizzativa, e ai costi contenuti dell'intervento. Per quanto riguarda poi il progetto della
ciclabile a sbalzo sul Sarca, impostato dal compianto arch. Roberto Bresciani, sono ormai un paio di anni che è pronto,
ma i lavori non partono perché non si riescono a sbloccare i soldi della Provincia, già peraltro deliberati».
Quello che il Comitato chiede pertanto ai due attuali sindaci di Arco e di Riva è di «prendere maggiormente a cuore la
questione delle ciclabili e di dimostrare un polso più fermo, come già fece a suo tempo Mattei, verso gli impedimenti
tecnici e burocratici, che rischiano di allungare oltre misura i tempi di realizzazione di opere pubbliche così essenziali

venerdì 29 maggio 2015

Turismo sostenibile


Raineri: “Occorre ragionare glocal, più autonomie locali in combinazione con nuove politiche turistiche nazionali”
“Il settore Turismo rappresenta certamente una grande opportunità di sviluppo economico ed occupazionale per tutte le aree del Paese, ma occorre una diversa e più attenta politica di investimenti e di incentivi per la crescita del comparto nel Mediterraneo”. E’ questa l’esortazione del segretario generale della Fisascat e della Fist Pierangelo Raineri contenuta nella relazione introduttiva ai lavori del convegno sul tema “Sport e Ciclismo, un’opportunità per rilanciare il Turismo” che si è svolto questa mattina al Teatro dell’Albero di San Lorenzo al Mare. http://youtu.be/ayUYi6rK-Uw
Un evento che le due federazioni cisline hanno voluto promuovere alla vigilia della partenza della 98^ edizione del Giro d’Italia, proprio dal comune ligure che domani ospiterà la prima tappa a cronometro della corsa rosa che quest'anno gode di una particolarità: per la prima volta avrà inizio dal circuito cittadino di una pista ciclabile.
“Nella governance di un Turismo globalmente inteso occorrono più autonomie locali da un lato ma anche più coordinamento delle politiche nazionali turistiche dall’altro, cioè occorre ragionare glocal” ha aggiunto Raineri suggerendo una nuova sinergia tra le politiche territoriali di promozione e di valorizzazione delle realtà di eccellenza e le politiche nazionali delle infrastrutture, della viabilità locale ed internazionale e dei vettori “perché da tutto ciò dipende il rilancio del turismo e lo sviluppo dell’occupazione”.  
Un obiettivo ambizioso da raggiungere attraverso la collaborazione tra i diversi attori pubblici, privati e sociali, che sappiano individuare nuove formule di programmazione degli eventi e delle manifestazioni culturali, enogastronomiche e sportive nei periodi considerati di “bassa” stagione, per favorire così la destagionalizzazione del turismo.
Un invito accolto di buon grado dai relatori intervenuti all’iniziativa a cominciare da Paolo Tornatore e da Marina Avegno, sindaco e vice sindaco del Comune di San Lorenzo al Mare, che ha patrocinato l’iniziativa. “Per noi è motivo di grandissima soddisfazione – hanno dichiarato i due rappresentanti istituzionali locali che hanno anche sottolineato il  grande ritorno della corsa di ciclismo maschile più famosa del mondo nel nostro Paese - San Lorenzo riporta la partenza del Giro proprio in Italia e con un’immagine speriamo vincente: un abbinamento formidabile con la capacità e l’offerta turistica della Riviera dei Fiori”.
E’ il presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello ad evidenziare come, anche da un evento sportivo, si possa dar lustro ad una delle regioni più belle d’Italia. “Da domani tutti i media parleranno di San Lorenzo al Mare e dell’Italia, un biglietto da visita che vale oro, grazie anche alle meraviglie ed alle bellezze paesaggistiche offerte dal nostro Paese – ha dichiarato Dardanello - Lo sport è una attività che permette di rivalutare i territori che ben sappiamo quanto sia necessario sostenere con iniziative culturali legate anche all’ambiente a livello globale. Il Giro d'Italia e tutti i grandi avvenimenti sportivi sono un motivo in più per raggiungere un successo turistico e prospettive che ci permetteranno di vincere tante partite nel futuro”.
“Un ritorno che avviene a dieci anni di distanza” ha poi evidenziato il giornalista sportivo de Il Secolo XIX Giorgio Bracco. “L’appuntamento del Giro d’Italia in Riviera – ha sottolineato  -è importantissimo soprattutto perché parte dal presupposto di rilanciare uno sport che è molto legato alla natura e all’ambiente e l’offerta della Riviera in tal senso è ampia, così come migliaia di altre meravigliose aree in Italia. L’Italia, appunto, con la vasta offerta che ha, deve rappresentare al meglio e per tutto l’anno un triangolo d’offerta che sappia combinare turismo, sport e ambiente in maniera esclusiva in Europa e nel mondo”.
E proprio sui temI dello sviluppo economico, qualità della vita e ambiente è intervenuto l’amministratore delegato di Area24 S.p.A. Giuseppe Argirò. “La partenza da una pista ciclabile del Giro d’Italia costituisce anche un’occasione per riflettere sulle opportunità fornite dal nostro territorio – ha dichiarato Argirò - Forze produttive e del lavoro avranno un quadro più efficace e completo sulle potenzialità del binomio sport turismo; quello che inizierà domani sarà un week end favoloso che non capiterà spesso in un territorio che verrà ancora di più apprezzato per l’offerta turistica ed ambientale che da domani sarà diffusa nel mondo grazie allo sport”.  
Anche per Paolo Della Pietra, direttore della Confindustria di Imperia “il turismo rappresenta un asset prioritario per la ripresa economica”. “Dalle realtà locali – ha aggiunto Della Pietra – deve ripartire la capacità di fare rete, di fare sistema per supportare il rilancio di un comparto strategico”.
“Ed è dal territorio che devono nascere nuove sinergie per favorire un’accoglienza degna della migliore tradizione italiana – ha poi evidenziato il presidente dell’Ente Bilaterale Nazionale del Turismo Alfredo Zini – Per un turismo di qualità e competitivo è necessario che il tessuto sociale e produttivo si renda disponibile a supportare gli arrivi ed i flussi turistici in una rinnovata capacità ricettiva che passa anche da una attenta attività di programmazione degli eventi”.
Per Claudio Roggero, direttore della Confcommercio di Imperia “parlare di programmazione è un fatto decisamente nuovo soprattutto in un settore come quello del turismo sportivo che sta raccogliendo grande interesse in tutto il mondo”. “Il convegno promosso dalla Fisascat e dalla Fist – ha concluso Roggero – è un’occasione per confrontarci, mettere a punto delle idee ed individuare delle strategie a medio e breve termine che ci permettano di sfruttare questo segmento importantissimo che è offerto dal turismo sportivo”.

giovedì 21 maggio 2015

Ciclismo in Carinzia: turismo e sport per tutti. Gli eventi da non perdere


Durante l’estate la Carinzia è il regno delle escursioni, non solo a piedi, ma anche in bicicletta.

Pedalare in questa regione dell'Austria che confina con l'Italia attraverso la linea di frontiera condivisa con il Friuli Venezia Giulia è piacevole e divertente, sia che ci si trovi attorno ai 200 laghi dalle acque limpide e calde, sia che si scelga di affrontare itinerari più impegnativi sulle numerose salite montane.

Ma non solo gite fuori porta con la famiglia e i bambini, qui anche i ciclisti più preparati troveranno chilometri su cui pedalare. E a sancire la vocazione ciclistica della Carinzia, si ripresentano tre tra le più entusiasmanti manifestazioni carinziane per i patiti della bicicletta: l’Alpe Adria Bike Festival, la maratona ciclistica di Bad Kleinkirchheim e il Grossglockner Bike Challenge.
  • Alpe-Adria-Bikefestival, festa ciclistica senza frontiere (19-21 giugno 2015)
L’Alpe-Adria-Bikefestival, giunto quest’anno alla seconda edizione, ha luogo nella regione carinziana di Villach, a pochi chilometri dal confine italiano di Tarvisio. Uno dei momenti clou dell’evento ciclistico è la granfondo su strada Alpe-Adria-Giro di 165 chilometri, in programma sabato 20 giugno 2015 con partenza e arrivo da Villach, e che vede il transito da Tarvisio, da dove inizia la prima salita impegnativa verso il Passo Predil.

Oltre il valico, i concorrenti si lanceranno in una discesa mozzafiato fino a Bovec, in Slovenia, e nella meravigliosa valle dell’Isonzo (Soča). Alle sorgenti di questo fiume inizia una vera sfida: il Vršič. Con i suoi 52 tornanti offre emozioni intense e panorami mozzafiato. Si scende quindi a Kranjska Gora, da dove il percorso prosegue per poi rientrare in Carinzia. Gli ultimi chilometri della granfondo si snodano lungo l’azzurro lago Faakersee , già caldo e balneabile nel mese di giugno.

Ma non finisce qui, perché il giorno successivo, domenica 21 giugno 2015, è la volta dei biker che si sfideranno nella Alpe-Adria-Mountainbike-Giro, un tour di 100 chilometri nelle tre nazioni confinanti che, partendo dal lago Faaker See, sale fino al passo Jepcasattel dove si varca il confine con la Slovenia. Da qui inizia un lungo tratto di entusiasmante downhill che fa la gioia dei biker prima di raggiungere il fondo valle a Kranjska Gora; lungo un percorso facile e tranquillo si segue la valle Planica fino a Tarvisio, in Italia, che si raggiunge dopo aver toccato gli stupendi laghi di Fusine. Qui, ai piedi delle Alpi Giulie, ultimo pieno d’energia prima di affrontare la via del ritorno in Carinzia. Oltre alle due gare, il programma del festival prevede tanti eventi collaterali, musica dal vivo, un mercatino ciclistico e un criterium nel centro di Villach (venerdì 19 giugno), aperto a ogni ciclista.

Per informazioni: alpe-adria-bikefestival.com/it/

  • Maratona ciclistica di Bad Kleinkirchheim (5 luglio 2015)
Il 5 luglio si svolgerà la 7° edizione della granfondo di Bad Kleinkirchheim, una fra le manifestazioni più amate nel panorama del ciclismo austriaco. Il tracciato prevede salita all’alpe Nockalm e discesa verso il lago Millstättersee, uno dei tracciati ciclistici più belli d’Europa grazie allo splendido territorio in cui si snoda. Due sono i percorsi tra cui scegliere: uno breve ad anello di 60 km e uno lungo di 106 km. Spazio anche ai più piccoli con la gara a loro dedicata prevista per sabato 4 luglio. Per offrire relax e distensione ai corridori,verranno aperti per l’occasione i bagni termali Römertherme, che offrono momenti di benessere e di piacevole divertimento.

Per informazioni: kaernten-radmarathon.at/it
  • Grossglockner Bike Challenge (18 luglio 2015)

Il 18 luglio 2015 si svolgerà la prima edizione del Grossglockner Bike Challenge, manifestazione ciclistica che si affianca alla celebre gara di corsa Grossglockner Berglauf. I ciclisti hanno l’occasione di vivere anche sulla bici da corsa il mito del Grossglockner e ammirare lo spettacolo naturale dei monti degli Alti Tauri.

L’itinerario, lungo 17,3 km, partirà da Heiligenblut per arrivare fino a Quota Imperatore Francesco Giuseppe, dopo aver scalato 1354 metri di altitudine. Come nella tredicesima tappa del Giro d’Italia del 2011 il traguardo della gara ciclistica è previsto proprio sotto il Grossglockner (a quota 2.365 metri) e proprio per questo Grossglockner Bike Challenge sarà un evento assolutamente da non perdere per tutti i grimpeur.

martedì 19 maggio 2015

Un viaggio in bicicletta da Bari a Venezia per sensibilizzare cittadini e istituzioni verso temi come il turismo "lento".

Sì al turismo lento e alla mobilità sostenibile: Alberto e Luigi risalgono la costa adriatica in bici
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Un viaggio in bicicletta da Bari a Venezia per sensibilizzare cittadini e istituzioni verso temi come il turismo "lento", l'uso di mezzi ecologici, la realizzazione di piste ciclabili e in più in generale promuovere la mobilità sostenibile. A farlo Alberto Cresti e Luigi Vianelli. La partenza, a bordo di due biciclette col telaio in bamboo, sabato 16 maggio 2015. Vari gli incontri previsti durante la risalita della ciclovia adriatica. Il primo domenica 17 maggio a Pescara dove è in programma Bicincittà, organizzata dalla UISP. Lungo il percorso verso nord visiteranno anche l'Area Marina Protetta Torre del Cerrano e l'omonima torre, e faranno sosta ad  Alba Adriatica dove pernotteranno per ripartire, il giorno successivo, alla volta di San Benedetto, dopo aver simbolicamente guadato il fiume Tronto che divide Abruzzo e Marche, come buon auspicio per la costruzione di un ponte ciclopedonale che unisca, non solo fisicamente, le due Regioni, in nome della sostenibilità ambientale e della mobilità dolce. L’avventura dei due ciclisti veneti, che si concluderà a Venezia con una grande manifestazione per promuovere la ciclabilità nella città lagunare, anticiperà la “Biciclettata Adriatica” del 2 giugno e potrà essere seguita in tempo reale sul blog aperto per l'occasione. Chiunque potrà aggregarsi in qualsiasi punto del percorso, per pedalare insieme su un percorso che, sperano i due viaggiatori, diventerà presto la pista ciclabile più lunga d'Europa.
Perchè scegliere le biciclette in bambù. Le bici di Alberto e Luigi sono state realizzate artigianalmente a Bari dall'officina A.p.s Passi da Ciclope, un luogo particolare che si trova in un difficile quartiere della città, quello di San Paolo, e con una valenza sociale importante: insegnare ai ragazzi a riparare le loro bici e contemporaneamente consegnare loro le chiavi di un mestiere che potrebbe tornare utile quando saranno grandi. La bici non è vista solo come mezzo di spostamento ma diventa anche uno strumento di socialità, d’integrazione e di stimolo. L'officina ha lanciato sul web il progetto “Rivoluzioni contro-VENTO: bici e città” che è possibile sostenere economicamente sulla piattaforma di crowdfunding Produzioni dal basso, network di Banca Etica, proprio per realizzare delle bici in bambù. I vantaggi di questa tipologia di biciclette sono diversi: oltre ad avere un design elegante e una linea snella che la rendono bella, la bici in bambù è molto resistente oltre che ecosostenibile. Nel corso del tempo, infatti, il bambù si è guadagnato il nome di “acciaio vegetale" grazie alla sua straordinaria resistenza meccanica sia alla compressione che alla trazione. Solo che, a differenza dell'acciaio vero, pesa dieci volte in meno e la sua estrazione non inquina. Un materiale quindi che rispetta l'ambiente. 
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sabato 16 maggio 2015

Ciclismo e valle per il turismo

La Valle Brembana, terra di ciclisti che, in parte, protesta, proprio per i ciclisti. O meglio, per le strade chiuse e una viabilità probabilmente poco adatta a ospitare una manifestazione ciclistica di tale portata. Code, turisti arrabbiati e paesi a monte della gara deserti perché il blocco a valle faceva da deterrente.

Chi voleva salire alla fine ha rinunciato, fin da subito, oppure quando si è trovato stoppato. Altri, invece, per raggiungere la Val Taleggio, da Brembilla sono tornati indietro prendendo gli Orridi da San Giovanni Bianco sobbarcandosi 50 chilometri di percorso. Disagi sacrosanti, nessuno lo nega. Eppure gli avvisi erano comparsi già da giorni e le conseguenze della gara si conoscono ormai da anni. Perché poi, il problema, non sono tanto i ciclisti, quanto una strada inadeguata (soprattutto quella di fondovalle) ad accoglierne migliaia in un botto solo. Una variante a Zogno avrebbe certamente migliorato la situazione.
Quello che forse non si riesce a capire è quanto uno sport come il ciclismo potrebbe invece portare, in termini di immagine e futuro indotto, soprattutto alla Valle Brembana, un fazzoletto di terra che negli anni ha sfornato tre campioni come Antonio Pesenti, Felice Gimondi e Ivan Gotti (sei Giri d’Italia insieme), ma anche un Dario Acquaroli già campione del mondo di mountain bike. L’indotto della Granfondo, è vero, è forse più su Bergamo città, visto che nelle valli i ciclisti passano e poco si fermano. Ma si tratta di una volta l’anno. E poi sarebbe importante guardare a lungo termine. Unire il nome della Valle Brembana al ciclismo, alla sua storia e anche alla Granfondo non potrà che portare altri ciclisti in valle (anche nei ristoranti) e rafforzarne l’immagine. Per esempio, visto che forse nessuno in Italia può vantare una concentrazione tale di campioni di ciclismo, perché non fare un museo dedicato che ne racconti la storia?

venerdì 27 marzo 2015

Helsinki la prima città al mondo che sarà senz'auto private!

Le auto? A Helsinki sono inutili

Dieci anni a partire dal 2014: è questo il tempo stimato per vedere concretizzata quella rivoluzione con cui Helsinki, la capitale finlandese, promette di svuotarsi dalle quattro ruote private.


Kutsuplus
Kutsuplus
Ormai lontana dall’essere un “oggetto del desiderio”, l’automobile sembra destinata a divenire, almeno per i giovani finnici, sempre più una proprietà condivisa, a cui ricorrere esclusivamente quando il trasporto pubblico o i servizi in sharing non dovessero dimostrarsi in grado di soddisfare specifiche esigenze.
Per centrare il traguardo della riduzione delle emissioni inquinanti e offrire alla cittadinanza soluzioni economiche, affidabili e flessibili, la Helsinki Regional Transport Authority ha di recente affiancato alla rete pubblica Kutsuplus, un sistema di minibus la cui gestione è affidata a un sito web e a un’app. Gli utenti, dopo la registrazione e il trasferimento di denaro nel “trip wallet” personale, possono iniziare a utilizzare il servizio, indicando indirizzo di partenza, destinazione e orari. Il codice di viaggio ricevuto sullo smartphone, assieme alle istruzioni preliminari, va mostrato al conducente al momento della salita nel minibus; durante il trasferimento i monitor nell’abitacolo mostrano il tragitto in progress, consentendo di individuare il punto di arrivo anche se non conosciuto.
Kutsuplus
Kutsuplus
Utilizzabile dal lunedì al venerdì dalle 6 alle 23, Kutsuplus associa utenti sconosciuti, accomunati dal dover percorrere, in un determinato momento, il medesimo itinerario in specifiche zone della città. Ma c’è di più. Oltre all’espansione programmata per il prossimo futuro, grazie alla quale la copertura diverrà più capillare, questa forma dimobilità on demand si potenzia grazie ai feedback del cliente: ogni utente è infatti invitato a raccontare la propria esperienza, considerata un contributo essenziale per il miglioramento del servizio. Con benefici per tutti.

venerdì 20 marzo 2015

In bici comprare e meglio!

Perché i commercianti dovrebbero chiedere meno parcheggi e più ciclabili (in 11 studi)

Lo spazio in città è una risorsa limitata e, quando si parla di creazione di piste o corsie ciclabili, spesso si tende a dimenticare che per fare posto a una ciclabile, spesso si deve sottrarre spazio ad altri utenti della strada. Per molti anni in Italia lo spazio è stato sottratto soprattutto ai pedoni dando vita, in questo modo a degli spazi “ciclopedonali”, ambienti ibridi in cui in molti casi i pedoni si sentono minacciati dalla velocità delle biciclette e i ciclisti si sentono in pericolo a causa dei movimenti improvvisi di pedoni e dai guinzagli telescopici per cani.
parcheggio bici auto inhabitat
Da qualche tempo a questa parte (sia lodato il cielo!) si sta sempre più diffondendo l’idea per cui le ciclabili (piste o corsie che siano) debbano essere costruite in sede stradale sottraendo spazio alle automobili, in particolare ai parcheggi. Questo approccio tende a incontrare l’opposizione (oltre che di quegli automobilisti che ritengono che le strade debbano essere ad uso esclusivo dei veicoli a motori) di molti commercianti che ritengono che eliminando spazio per la sosta, questo si traduca necessariamente in una riduzione di introiti.
Le esperienze provenienti da tutto il mondo (tranne dall’Italia dove si trovano finanziamenti per costruire autostrade che rimangono inutilizzate, ma non per valutare quale sia la strada migliore per guidare il paese fuori dalla crisi) dimostrano che la sostituzione di parcheggi con piste o corsie ciclabili non solo non si traduce necessariamente in una riduzione del fatturato per i commercianti situati nelle zone interessate da questi cambi di destinazione d’uso dello spazio pubblico, ma addirittura potrebbe comportarne un considerevole aumento.
Di seguito riportiamo i risultati di 12 studi.


Portland, USA

Un’analisi di 78 attività economiche situate nell’area metropolitana di Portland nell’Oregon ha rilevato che gli avventori non motorizzati (inclusi, quindi, i ciclisti) sono consumatori che spendono in media tanto quanto se non di più di quanto non facciano i consumatori in automobile. In un mese i ciclisti spendono quindi meno degli automobilisti nei supermercati, ma spendono di più in bar, ristoranti e botteghe di quartiere. In generale si può affermare che i ciclisti spendono meno per ogni viaggio effettuato, ma comprano più spesso.
ciclabili e parcheggi studio portland

New York City, USA

Un’indagine condotta su 420 abitanti della prima e seconda avenue dell’East Village di Mahattan, zona caratterizzata da piste ciclabili in struttura, rivela che la spesa aggregata dei non automobilisti rappresenta il 95% della spesa globale nell’area interessata. I ciclisti in particolare spendono una media di 163 $ alla settimana contro i 143 $ di chi si sposta in automobile.
spesa media automobilisti e ciclisti new york

Auckland, Christchurch e Wellington, Nuova Zelanda

Un’indagine condotta su 1.744 consumatori e 144 negozi in nove aree di shopping nelle tre principali città della Nuova Zelanda rivela che gli automobilisti spendono mediamente di più per ogni viaggio effettuato rispetto a chi non utilizza l’auto (47 $ contro 34$). Tuttavia nelle zone centrali delle città la differenza è solamente di 4$ per viaggio effettuato. Inoltre i consumatori non motorizzati spendono più tempo nelle zone dello shopping rispetto a chi utilizza l’automobile.

Dublino, Irlanda

Lo studio riguarda le abitudini di consumo lungo due strade di Dublino: Grafton Street e Henry Street. I commercianti in entrambi i casi tendono a sovrastimare quanti dei propri clienti utilizzano l’automobile: a Grafton la stima era del 13% a fronte di un dato reale del 10%, su Henry Street la stima fatta era del 19% a fronte di un dato reale del 9%. Su Grafton Street (strada fornita di migliori infrastrutture ciclabili) la spesa media mensile si avvicina molto a quella degli automobilisti: 228 € contro 237 €.
Spesa media per mezzo di trasporto Dublino Irlanda

Los Angeles, USA

A seguito dei lavori effettuati sulla York Avenue di Los Angeles è stata aggiunta una corsia ciclabile a scapito di una corsia per le auto. Uno studio ha evidenziato “un effetto minimo sulle attività commerciali, valore degli immobili e sulle abitudini di consumo della zona” a seguito del cambio della destinazione d’uso. Quello che invece è stato evidenziato è una drastica differenza tra le dichiarazioni dei redditi dei negozi situati lungo la nuova ciclabile rispetto a quelli non interessati dalla ciclabile ($1.116.745 contro $574.778).

Toronto, Canada

Un’indagine condotta su 61 negozi e 538 clienti su Bloor Street a Toronto ha evidenziato che solamente il 10 % dei clienti utilizzano l’auto per fare acquisti e che coloro che arrivano a piedi e in bicicletta spendono più denaro su base mensile. Gli autori dello studio concludono dicendo che trasformare i parcheggi in piste o corsie ciclabili “difficilmente” può avere un impatto negativo sul volume di business generato nella zona e che, invece, “questo cambiamento può verosimilmente incrementare l’attività commerciale”.
spesa media mezzo di trasporto toronto

San Francisco, USA

Qualche anno fa, quando San Francisco stava considerando l’ipotesi di introdurre un sistema di congestion charge (tipo area C a Milano), molti commercianti obiettarono che questa misura avrebbe soffocato i loro affari. Ma un’indagine condottoa su 1.187 consumatori nelle zone centrali della città ha rivelato che la maggior parte di loro si spostava con i mezzi pubblici, a piedi o in bicicletta. Coerentemente con quanto sostenuto in altri studi, i ricercatori hanno individuato che gli utenti non motorizzati spendono di più rispetto agli automobilisti in quanto visitano le aree di shopping più spesso. Particolarmente interessante è che “l’ipotesi che i consumatori che si muovono in automobile hanno una propensione alla spesa maggiore di chi utilizza i trasporti pubblici non è suffragato dai dati emersi nello studio e neppure dai risultati riscontrati in altre città”

Seattle, USA

La ricercatrice dell’Università di Washington, Kyle Rowe, ha raccolto i dati della vendita al dettaglio prima e dopo che la costruzione di una pista ciclabile portò alla cancellazione di 12 posti auto sulla 65a strada a Seattle. L’indice di vendite sulla 65a strada si è impennato dopo la creazione della ciclabile, soprattutto se paragonato con gli altri negozi del circondario.
Ciclabile seattle impatto vendite

Davis, California, USA

Uno studio molto recente condotto da due studiosi della University of California, Natalie Popovich e Susan Handy hanno analizzato circa 1.900 viaggi verso il centro di Davis effettuati dopo l’apertura di un centro commerciale. I ciclisti non solo effettuano più viaggi di quanti non ne facciano gli automobilisti, ma effettuano anche viaggi di maggiore valore portando a una spesa media mensile di 250 $ contro i 180 $ degli automobilisti. La cosa è tanto più interessante perché il centro commerciale considerato vende tutto tranne cibo.

Bristol, Inghilterra & Graz, Austria

Dei ricercatori britannici hanno effettuato un’indagine su 840 consumatori e 126 esercizi commerciali a Bristol, Inghilterra da cui emerge che i venditori tendono a ritenere che i propri clienti vivano molto più lontano di quanto effettivamente non fosse e, soprattutto, che tendono a sopravvalutare l’uso fatto dell’automobile: i negozianti di Bristol pensavano che il 41% dei loro clienti arriva in auto, mentre questo era vero solamente per il 22% (allo stesso tempo ritenevano che solamente il 6% si sposta in bici contro un dato reale del 10%). Quest cifre sono perfettamente allineate a quelle evidenziate durante un altro studio sulla città di graz in Austria.
graz e bristol studio uso bici e auto

Melbourne, Australia

Un approccio differente viene offerto da uno studio condotto a Melbourne in Australia: la ricercatrice Alison Lee ha scoperto che gli automobilisti sostengono effettivamente una spesa media oraria maggiore rispetto ai ciclisti (27$ contro 16,20$). Ma siccome un’auto occupa il posto di 6 biciclette, il valore economico orario generato dallo spazio occupato da un’auto è inferiore rispetto a quello occupato dalle bici, motivo per cui sarebbe preferibile sostituire i parcheggi per auto con quelli per biciclette.
costo orario parcheggio auto e bici melbourne