Visualizzazione post con etichetta mobilità sostenibile ambiente senza auto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mobilità sostenibile ambiente senza auto. Mostra tutti i post

mercoledì 1 luglio 2015

Bikenomics: quando la bicicletta fa bene anche all’economia

È quasi impensabile per gli italiani rendere la bicicletta il mezzo di trasporto più diffuso, un po’ per la fretta quotidiana, un po’ per pigrizia, un po’ per praticità. Tuttavia impegnarsi ardentemente nella causa della bicicletta è una realtà che si potrebbe concretizzare con l’impegno e con un’attenzione particolare ai vantaggi che da essa derivano: vantaggi per l’ambiente, ma anche per l’economia, locale soprattutto.Ma la bicicletta non offre “solo” vantaggi per quanto riguarda la salute o per la riduzione dell’inquinamento, ma si dimostra essere un canale efficace in termini di contributo all’economia, specie l’economia locale, al punto che in America è stato coniato il termine Bikenomics, da fusione delle parole bike, bicicletta ed economics.Ma la bicicletta non offre “solo” vantaggi per quanto riguarda la salute o per la riduzione dell’inquinamento, ma si dimostra essere un canale efficace in termini di contributo all’economia, specie l’economia locale, al punto che in America è stato coniato il termine Bikenomics, da fusione delle parole bike, bicicletta ed economics.

Questo per due ragioni principali: in primo luogo usare più la bici significa risparmiare e aumentare il reddito disponibile per i consumi locali. In secondo luogo, muoversi in bici nel proprio quartiere / città e non usare la macchina per fare acquisti magari a decine di chilometri di distanza, ci costringe a scoprire meglio e privilegiare l’offerta più vicino alla nostra residenza.
Last, but not least, l’indotto, anche solo turistico, delle due ruote: si pensi che in uno stato medio-grosso degli USA, il Wisconsin, uno studio (di cui trovate il link al pdf) parla di una bike economy, di un impatto economico, turistico in primis, della bicicletta, che da solo vale 1,5 miliardi su base annua per lo Stato.
Insomma, bicicletta vuole dire più soldi che restano nella comunità: partendo dalle realtà più immediate come il fatto che l’utilizzo della bicicletta per recarsi al lavoro migliora chi la utilizza di conseguenza il datore di lavoro vedrà più profitti o che lasciando l’auto in garage, e girando la città pedalando, i negozi della città risulterebbero essere un’attrattiva maggiore. La comunità, inoltre, vedrebbe destinarsi più soldi dato che i cittadini non si impegnerebbero più grosse somme per la benzina, le assicurazioni e per l’acquisto dell’auto.
Per far sì che questo avvenga è dunque necessario mettere a disposizione i giusti strumenti: il Comune di Milano, ad esempio, propone Bike Mi, cioè un servizio di bike-sharing semplice, comodo e valido ecologicamente parlando. Si tratta di offrire un mezzo di trasporto vero e proprio da alternare a quelli tradizionali come tram e metropolitane, è pratico specialmente perché le postazioni Bike Mi sono collocate nelle zone più strategiche di Milano. Per al massimo due ore è possibile effettuare brevi spostamenti che in pratica permettono ad esempio di partire dalla stazione Cadorna e raggiungere l’università restituendo il mezzo alla postazione più vicina.
Tuttavia, nonostante questi modelli positivi, è fondamentale mantenere costante l’impegno di dar sempre più opportunità agli utilizzatori della bicicletta sia per non farli allontanare da questa realtà sia per far avvicinare ad essa altri consumatori. Dunque il territorio deve essere predisposto a tale scopo attraverso piste ciclabili, segnaletica opportuna, parcheggi sicuri.. insomma l’obiettivo è promuovere la bicicletta in ogni modo possibile anche per ciò che riguarda il cosiddetto cicloturismo, un fenomeno che si sta affermando sempre più a cui bisogna affiancare strumenti come l’intermodalità, cioè la possibilità di trasportare le due ruote anche sui treni, traghetti, metro, ma anche strutture in grado di ospitare chi con la bici si muove, esemplare l’esperienza dei Bed & Bike tedeschi imitati dagliAlbergamici italiani con successo.
A dimostrazione che l’Italia vuole seguire l’esempio di altri Paesi europei, come Germania e Austria – dove una regione come il Tirolo ha confezionato attorno alla bicicletta la propria offerta turistica per quest’anno –  non sono solo le iniziative a fiorire ma anche i risultati.
Come quelli ottenuti dalla realizzazione di quattro ciclabili realizzate a favore del cicloturismo dalla provincia di Trento – nella Valsugana, nella Val di Sole, nella Valle dell’Adige, nel Garda Trentino-, le quali hanno apportato una ricaduta economica nel 2009 di ben ottantasei milioni di euro così come rivela una ricerca condotta nel 2010 dall’Osservatorio Provinciale per il Turismo della provincia autonoma di Trento, indagine che è stata presentata proprio lo scorso 16 aprile a Verona durante il convegno Bicicletta e Turismo sostenuta dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta.
Come spiega il Presidente Paolo Fabbri, essa è stata organizzata con lo scopo di illustrare questi vantaggi economici, le iniziative di successo come quelle legate alla provincia di Trento appunto, ma anche quelle relative all’intermodalità, importante esempio il trasposto gratuito della bicicletta sui treni della Liguria per i prossimi quattro anni, e per dare spazio anche ad altri progetti, come quelli inerenti all’editoria dove vengono realizzate apposite cartine dei percorsi cicloturistici.
La bicicletta, dunque, può rappresentare una rivoluzione sia nella realtà del turismo sia per le città. Il percorso è ancora lungo per poter decretare il successo già ottenuto in altri Paesi europei, ma i segnali che sono emersi rappresentano le basi per far sì che la bicicletta possa entrare effettivamente nella familiarità di ogni giorno permigliorare la nostra vita a livello personale e non solo: essa è un vantaggio per le amministrazioni locali che intendono incentivare l’uso della bicicletta perché investire sulla mobilità ciclistica significherebbe un risparmio per le casse pubbliche, proprio come è dimostrato da quei Comuni che fanno delle due ruote un’importante leva economica potendo così di conseguenza migliorare le altre realtà sociali dei propri cittadini.

domenica 9 novembre 2014

Un percorso ciclabile da Cadice ad Atene.

Cadice-Barcellona-Nizza-Torino-Venezia-Fiume-Spalato-Tirana-Athene
 La Ven-To il tratto italia che in gran parte è già realizzato.

Non è una nuova autostrada nè tantomeno un nuovo corridoio ferroviario ma la più grande vera opera rivoluzionaria del XXI° secolo. L'opera che unirà l'Europa del sud in un unico lungo filo rosso a pedali. Per ora, come potete vedere dai colori del tracciato è ancora un'idea sulla carta ma grazie all'Expo 2015 speriamo che la Ven-To il percorso da Torino a Venezia venga completato in modo da avviare un processo virtuoso che possa smuovere le coscienze.
Alla prossima puntata. Se volete essere sempre aggiornati: http://www.eurovelo.com/en/eurovelos/eurovelo-8/countries/italy

martedì 11 settembre 2007

SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITA' 2007




Se siete interessati alla mobilità sostenibile e siete convinti che noi, singoli cittadini del mondo, possiamo fare la differenza, non perdete la Settimana europea della mobilità che si terrà dal 16 al 22 settembre.

Avrete l’occasione di partecipare a una serie di eventi dedicati alla mobilità sostenibile, che si inseriscono all’interno dell’ampio dibattito internazionale riguardante la necessità di cambiare i nostri comportamenti in relazione alla mobilità e in particolare all’uso della macchina privata.
L’iniziativa, nata nel 2002 con il supporto politico della Commissione Europea, col passare degli anni continua a raccogliere le adesioni di un numero crescente di città e quest’anno è giunta alla sesta edizione.
A livello europeo sono tre i network incaricati della coordinazione della campagna:

Eurocities, associazione delle maggiori città europee
Energie-Cités, associazione delle autorità locali europee che promuove una politica energetica sostenibile a livello locale
Climate Alliance, alleanza delle città europee con i popoli indigeni delle foreste pluviali
Per l’anno 2007 il tema centrale sarà “Streets For People“, ovvero le strade per la gente, che culminerà sabato 22 settembre con il Car Free Day (Giornata senza auto), anche se l’invito a spostarsi senza il proprio veicolo è esteso a tutta la settimana.
L’idea di base di questa settimana dedicata alla mobilità alternativa è la ricollocazione dello spazio urbano. Questo non significa che si voglia rendere difficile la vita agli automobilisti, ma il pensiero è rivolto al miglioramento delle opzioni di mobilità e qualità della vita urbana per tutti.
L’aumento dello spazio stradale in favore delle auto non è certamente la risposta alle attuali sfide nel settore dei trasporti.
Al contrario, ridurre la capacità stradale per le macchine può rappresentare una soluzione efficiente e sostenibile e inoltre permette ai cittadini di seguire stili di vita più salutari senza ridurre la mobilità individuale.
In Europa la maggioranza dei cittadini vuole promuovere delle modalità di trasporto che siano rispettose dell’ambiente.
Molte sono le persone preoccupate della qualità dell’aria che respirano (e secondo i recenti dati l’aria della nostra penisola è davvero insalubre) e mettono l’inquinamento atmosferico in cima alla loro lista delle preoccupazioni ambientali. Poi molti sono favorevoli all’aumento di aree per i pedoni per risolvere i problemi della qualità dell’aria e dell’inquinamento acustico.
Alcuni studi fatti in giro per il mondo mostrano che è possibile
ridurre la capacità disponibile per le auto senza aumentare la congestione del traffico.
Curiosando tra le città partecipanti, scopro con sconforto che l’Italia aderisce con solo 12 città:

Bologna
Brescia
Brunico
Firenze
Mercogliano
Milano
Mirano
Portogruaro (Venezia)
Province di Treviso
Provincia di Ascoli Piceno
Salice
Venezia
Ben poca cosa rispetto alle 278 città dell’Austria, alle 140 della Spagna, alle 94 della Francia e alle 54 del Portogallo.
Meglio di noi persino la Lituania (18 città), la Slovenia (22), i Paesi Bassi (42), l’Ungheria (32) e la Repubblica Ceca (61).

A questo punto posso solo fare una cosa: invitarvi a partecipare all’iniziativa individualmente, anche se non vivete in una delle 12 città italiane aderenti. In qualunque luogo d’Italia vi troviate, ricordatevi della settimana europea della mobilità e limitate al massimo l’uso dell’automobile.
Ovviamente, questo suggerimento si estende a tutto l’arco dell’anno, ma questo mi pare scontato.
Basta un piccolo impegno personale evitare quanto più possibile di usare l'automobile sopratutto per chi deve spostarsi nei piccoli centri.


Da parte mia userò la bicicletta per recarmi al lavoro( Prevalle-Brescia via Triumplina ) almeno 2 volte in questa settimana, impegno che cerco di mantenere per tutto l'intero arco dell'anno.




Staffdogs