mercoledì 5 agosto 2015

CICLOTURISMO IN ITALIA: POTENZIALE INESPRESSO DA 3,2 MLD DI EURO DI FATTURATO



CosmoBike Show, a Veronafiere dall’11 al 14 settembre 2015. Due le iniziative organizzate da CosmoBike Show per valorizzare il turismo sulle due ruote a pedale: Italian Green Road Award e CosmoBike Tourism.
Con 2.728.600 esemplari prodotti nel 2014, in crescita del 2,1% sull’anno precedente, l’Italia si conferma primo produttore di biciclette in Europa (fonte Ancma). Ma l’obiettivo è diventare anche un Paese “a misura di bici”. Perché pedalare, oltre a far bene alla salute e ridurre il numero di auto in circolazione, può rappresentare un’importante leva economica per il turismo nazionale. Secondo l’Agenzia Nazionale del Turismo-Enit, infatti, il ritorno economico del cicloturismo ha una potenzialità a livello nazionale di 3,2 miliardi di euro di fatturato all’anno. Servono, però, infrastrutture adeguate e, se è pur vero che una pista ciclabile può costare fino a 400 euro al metro, studi internazionali dimostrano che ogni euro investito in questo settore ne restituisce 4 o 5 alla collettività in meno di tre anni. Senza prendere come riferimento l’Olanda, patria storica delle due ruote a pedali, molti altri stati europei sono già ben avviati in questa direzione e anche alcune regioni italiane l’hanno imboccata con profitto da alcuni anni. In Francia il fatturato cicloturistico annuale è pari a 2 miliardi, mentre, restando nel nostro Paese, brilla la provincia autonoma di Trento con i suoi 400 chilometri di piste ciclabili che, dal 2009, generano oltre 100 milioni di euro l’anno. L’Italia è la nazione più ricca al mondo per siti e paesaggi dichiarati dall’Unesco patrimonio dell’umanità e molti di questi si prestano ad essere raggiunti e visitati in bici. Vie verdi e piste ciclopedonali cominciano ad essere più numerose ma, purtroppo, restano ancora poco conosciute. Per questo CosmoBike Show, la fiera internazionale dedicata al mondo della bicicletta alla Fiera di Verona dall’11 al 14 settembre 2015, in collaborazione con Viagginbici, il Magazine del turismo sostenibile, ha istituito l’Italian Green Road Award: premio che valorizza tutti quei luoghi d’Italia caratteristici e visitabili in sella ad una bici. Oggi la passione per la bicicletta – da strada, da corsa o mountain bike – si coniuga con una forma di turismo sostenibile, dinamico e salutare, a contatto con la natura e con l’ambiente. In Veneto, ad esempio, ci sono oltre mille chilometri di piste tabellate ed è stato annunciato, proprio in questi giorni, un progetto di itinerario cicloturistico di 300 chilometri per collegare Verona a Firenze. È da tutte queste premesse che nasce CosmoBike Tourism, il collaterale espositivo di CosmoBike Show pensato per il mondo del turismo in bici dove enti, alberghi, agriturismi, consorzi di promozione, bike park italiani e stranieri presentano al grande pubblico le tipicità e le eccellenze dei territori di provenienza, oltre a opportunità e servizi specifici per una vacanza da vivere pedalando.

mercoledì 15 luglio 2015

Una roadmap europea per il ciclismo

Più attenzione per i ciclisti che pedalano nei Paesi dell’Ue e introduzione di misure per garantire maggiore sicurezza anche ai pedoni. La maggioranza dei membri del Parlamento Europeo – il 14 luglio – ha votato una “roadmap” per il ciclismo da inserire nel programma di lavoro della Commissione Europea per il prossimo anno. Si tratta di un pacchetto di provvedimenti per tutelare gli utenti fragili della strada – come appunto chi si sposta a piedi e in sella – promuovendo attivamente la ciclabilità sulle strade, dentro e fuori le città.
ECF_NEWS
Lo comunica l’ECF (European Cyclists’ Federation) che già in un convegno a maggio scorso aveva caldeggiato la stesura di una tabella di marcia condivisa sul ciclismo, per amalgamare i contenuti delle diverse iniziative legislative sul tema portate avanti dalle direzioni generali della Commissione per i Trasporti e il Turismo dell’Ue. I membri della Commissione – nel corso del loro voto per la relazione sul Libro bianco sui Trasporti – hanno deciso di puntare sul ciclismo come strumento per favorire le politiche di spostamento urbano ed extraurbano, considerando la bicicletta come un mezzo di trasporto da incentivare a tutti i livelli.
I deputati europei hanno anche sottolineato la necessità di procedere con una raccolta di dati più approfonditi e accurati sugli utenti europei dei trasporti, in particolare per quanto riguarda gli spostamenti a piedi e in bicicletta. Il quadro normativo, oltre ai diritti dei passeggeri, sottolinea che il trasporto di biciclette sui treni dovrebbe essere agevolata.
Inoltre, la relazione della Commissione invita a presentare proposte entro il 2016 per rivedere e aggiornare i regolamenti sulla sicurezza generale (661/2009) e sulla protezione dei pedoni (78/2009), che hanno entrambi lo scopo di dare la priorità agli utenti vulnerabili della strada.
Intanto il 7 ottobre prossimo la riunione informale della Presidenza Lussemburghese del Consiglio Europeo sarà dedicata esclusivamente al ciclismo. In quell’occasione l’ECF chiederà ai ministri dei Trasporti degli Stati membri di seguire la raccomandazione della Commissione per i Trasporti e il Turismo per sviluppare una “roadmap” europea per il ciclismo.

mercoledì 1 luglio 2015

Bikenomics: quando la bicicletta fa bene anche all’economia

È quasi impensabile per gli italiani rendere la bicicletta il mezzo di trasporto più diffuso, un po’ per la fretta quotidiana, un po’ per pigrizia, un po’ per praticità. Tuttavia impegnarsi ardentemente nella causa della bicicletta è una realtà che si potrebbe concretizzare con l’impegno e con un’attenzione particolare ai vantaggi che da essa derivano: vantaggi per l’ambiente, ma anche per l’economia, locale soprattutto.Ma la bicicletta non offre “solo” vantaggi per quanto riguarda la salute o per la riduzione dell’inquinamento, ma si dimostra essere un canale efficace in termini di contributo all’economia, specie l’economia locale, al punto che in America è stato coniato il termine Bikenomics, da fusione delle parole bike, bicicletta ed economics.Ma la bicicletta non offre “solo” vantaggi per quanto riguarda la salute o per la riduzione dell’inquinamento, ma si dimostra essere un canale efficace in termini di contributo all’economia, specie l’economia locale, al punto che in America è stato coniato il termine Bikenomics, da fusione delle parole bike, bicicletta ed economics.

Questo per due ragioni principali: in primo luogo usare più la bici significa risparmiare e aumentare il reddito disponibile per i consumi locali. In secondo luogo, muoversi in bici nel proprio quartiere / città e non usare la macchina per fare acquisti magari a decine di chilometri di distanza, ci costringe a scoprire meglio e privilegiare l’offerta più vicino alla nostra residenza.
Last, but not least, l’indotto, anche solo turistico, delle due ruote: si pensi che in uno stato medio-grosso degli USA, il Wisconsin, uno studio (di cui trovate il link al pdf) parla di una bike economy, di un impatto economico, turistico in primis, della bicicletta, che da solo vale 1,5 miliardi su base annua per lo Stato.
Insomma, bicicletta vuole dire più soldi che restano nella comunità: partendo dalle realtà più immediate come il fatto che l’utilizzo della bicicletta per recarsi al lavoro migliora chi la utilizza di conseguenza il datore di lavoro vedrà più profitti o che lasciando l’auto in garage, e girando la città pedalando, i negozi della città risulterebbero essere un’attrattiva maggiore. La comunità, inoltre, vedrebbe destinarsi più soldi dato che i cittadini non si impegnerebbero più grosse somme per la benzina, le assicurazioni e per l’acquisto dell’auto.
Per far sì che questo avvenga è dunque necessario mettere a disposizione i giusti strumenti: il Comune di Milano, ad esempio, propone Bike Mi, cioè un servizio di bike-sharing semplice, comodo e valido ecologicamente parlando. Si tratta di offrire un mezzo di trasporto vero e proprio da alternare a quelli tradizionali come tram e metropolitane, è pratico specialmente perché le postazioni Bike Mi sono collocate nelle zone più strategiche di Milano. Per al massimo due ore è possibile effettuare brevi spostamenti che in pratica permettono ad esempio di partire dalla stazione Cadorna e raggiungere l’università restituendo il mezzo alla postazione più vicina.
Tuttavia, nonostante questi modelli positivi, è fondamentale mantenere costante l’impegno di dar sempre più opportunità agli utilizzatori della bicicletta sia per non farli allontanare da questa realtà sia per far avvicinare ad essa altri consumatori. Dunque il territorio deve essere predisposto a tale scopo attraverso piste ciclabili, segnaletica opportuna, parcheggi sicuri.. insomma l’obiettivo è promuovere la bicicletta in ogni modo possibile anche per ciò che riguarda il cosiddetto cicloturismo, un fenomeno che si sta affermando sempre più a cui bisogna affiancare strumenti come l’intermodalità, cioè la possibilità di trasportare le due ruote anche sui treni, traghetti, metro, ma anche strutture in grado di ospitare chi con la bici si muove, esemplare l’esperienza dei Bed & Bike tedeschi imitati dagliAlbergamici italiani con successo.
A dimostrazione che l’Italia vuole seguire l’esempio di altri Paesi europei, come Germania e Austria – dove una regione come il Tirolo ha confezionato attorno alla bicicletta la propria offerta turistica per quest’anno –  non sono solo le iniziative a fiorire ma anche i risultati.
Come quelli ottenuti dalla realizzazione di quattro ciclabili realizzate a favore del cicloturismo dalla provincia di Trento – nella Valsugana, nella Val di Sole, nella Valle dell’Adige, nel Garda Trentino-, le quali hanno apportato una ricaduta economica nel 2009 di ben ottantasei milioni di euro così come rivela una ricerca condotta nel 2010 dall’Osservatorio Provinciale per il Turismo della provincia autonoma di Trento, indagine che è stata presentata proprio lo scorso 16 aprile a Verona durante il convegno Bicicletta e Turismo sostenuta dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta.
Come spiega il Presidente Paolo Fabbri, essa è stata organizzata con lo scopo di illustrare questi vantaggi economici, le iniziative di successo come quelle legate alla provincia di Trento appunto, ma anche quelle relative all’intermodalità, importante esempio il trasposto gratuito della bicicletta sui treni della Liguria per i prossimi quattro anni, e per dare spazio anche ad altri progetti, come quelli inerenti all’editoria dove vengono realizzate apposite cartine dei percorsi cicloturistici.
La bicicletta, dunque, può rappresentare una rivoluzione sia nella realtà del turismo sia per le città. Il percorso è ancora lungo per poter decretare il successo già ottenuto in altri Paesi europei, ma i segnali che sono emersi rappresentano le basi per far sì che la bicicletta possa entrare effettivamente nella familiarità di ogni giorno permigliorare la nostra vita a livello personale e non solo: essa è un vantaggio per le amministrazioni locali che intendono incentivare l’uso della bicicletta perché investire sulla mobilità ciclistica significherebbe un risparmio per le casse pubbliche, proprio come è dimostrato da quei Comuni che fanno delle due ruote un’importante leva economica potendo così di conseguenza migliorare le altre realtà sociali dei propri cittadini.

giovedì 25 giugno 2015

Parma, biciclette ad alta tecnologia ai dipendenti: "Stiamo in forma e risparmiamo"

 Parma, biciclette ad alta tecnologia ai dipendenti: "Stiamo in forma e risparmiamo"
Una bici, non sempre è semplicemente una bici. Ne sa qualcosa Franco Bercella, titolare dell'omonima azienda di alta tecnologia nella produzione di manufatti di altissima qualità in materiale composito (carbonio) con sede a Varano, nel tratto locale della "Motor Valley".

Proprio in questi giorni, dalle mani del titolare della concessionaria Yamaha di Parma, Giovanni Buratti, dopo alcuni mesi di attesa, ha ricevuto in consegna alcuni nuovissimi modelli avanzati di MTB elettriche (più precisamente, a pedalata assistita!), destinate alla sperimentazione di processo e alla formazione specifica del personale nella sua azienda.

La Bercella Carbon Fiber, infatti, è stata la prima azienda italiana che ha sperimentato, con successo, negli anni scorsi, l'utilizzo integrato a livello aziendale di mezzi individuali elettrici a bassissimo impatto, messi a disposizione dei dipendenti, dei collaboratori e in alcuni casi anche dei clienti, spesso internazionali.

  Bercella ha le idee chiare: "Ci muoviamo comodi e veloci, stiamo in forma e risparmiamo; da quando utilizziamo le MTB elettriche in azienda, dopo aver formato in modo opportuno i nostri collaboratori, abbiamo abbattuto i costi dei trasporti locali, soprattutto abbiamo risparmiato tantissimo tempo nei "micro-trasferimenti" aziendali, e in quelli casa-lavoro. Per riuscirci, è stato importante affidarci a professionisti del settore della mobilità elettrica e a prodotti di altissima e indiscussa qualità". Aggiunge: "ma non solo: visto che la mia azienda è collocata in mezzo alla natura, nella bellissima Val Ceno, ci troviamo spesso a nostra volta a consigliare il modo migliore per passare i momenti liberi di chi ci viene a trovare: lo facciamo attraverso l'impiego di professionisti locali (le Guide GAE della zona), spesso con l'utilizzo delle bici elettriche. E' un modo per dare valore alla nostra azienda, impegnata a rispettare l'ambiente e a far star bene le persone che vi operano, facendo scoprire, al tempo stesso, un territorio dalle caratteristiche ambientali uniche, e a cui siamo fortemente attaccati."

sabato 20 giugno 2015

Azienda triestina lancia la lavatrice per bici

La Mathitech Bikes ha creato un sistema innovativo ed ecologico per la pulizia che ha già conquistato hotel specializzati della Germania e negozi di noleggio

Nasce a Trieste una nuova lavatrice automatica per biciclette, realizzata dall’azienda Mathitech Bikes, attiva tra il capoluogo giuliano e la Slovenia, che deriva dalla riprogettazione di una macchina simile, ma molto più costosa e complessa. La novità, costruita in città, sta registrando grande interesse a livello internazionale, con vendite effettuate recentemente in Italia e all’estero.
QBike washing station, questo il nome completo, è concepita come un sistema innovativo che consente di eseguire da sola il lavaggio con acqua e detergente ecologico ed è studiata per essere installata e utilizzata in maniera semplice e rapida, proprio come una lavatrice da casa.
Una macchina rivoluzionaria per il settore e anche “green”, che prevede non solo l’assenza di agenti inquinanti, ma anche un sistema di risparmio dell’acqua, scaricata poi in modo diretto alla rete fognaria, senza il bisogno di particolari filtraggi.
«Qualche anno fa ho visitato la fiera Eurobike in Germania, la più famosa del settore – ricorda Enrico Merlani, titolare di Mathitech Bikes– dove ho visto i primi prototipi di lavatrici per biciclette, che però faticavano a conquistare il mercato per l’alto costo, che si aggirava sui 18mila euro. Ho chiesto all’azienda che la vendeva di poter rivedere tutto il progetto, abbassando i costi e rendendo allo stesso tempo più facile e intuitivo l’uso. Così è stato. Sono riuscito ad abbattere il prezzo, quasi dimezzato rispetto al modello precedente, e a proporla al mercato presto, insieme all’azienda con la quale collaboriamo, la Novatec. Negli ultimi mesi abbiamo avuto un ottimo riscontro e l’interesse sta crescendo costantemente».
Ma come funziona? La bicicletta viene inserita all’interno dello spazio attraverso grande ante vetrate, appoggiata su un braccio di lavaggio basculante, dotato di getti e detergenti appositamente scelti per non danneggiare la bici e i suoi componenti. Dall’esterno il proprietario può osservare in tutta tranquillità la propria due ruote nella fase di pulizia e attendere che sia pronta. Bastano tre minuti per un lavaggio semplice e cinque per un ciclo intenso.
Al momento una stazione di lavaggio è posizionata all’interno del negozio Bikeways di viale Miramare 5, riservata ai proprietari per pulire in velocità le bici noleggiate a triestini e turisti. Altre sono state vendute sia in Italia che all’estero.
«Alcune sono state comperate da bike hotel in Germania, per offrire un servizio ai clienti che amano pedalare e scelgono strutture ricettive ad hoc – spiega Merlani – le ultime tre uscite dalla nostra fabbrica sono state dotate anche di gettoniera, programmabile dal gestore dell’impianto con il prezzo che desidera e quindi fruibili in modo completamente autonomo dalla gente. Altre ancora sono in fase di costruzione. Finora sono state posizionate principalmente all’interno di alberghi e in negozi di noleggio di bici».
La macchina, larga e alta due metri, profonda un metro circa, è dotata di un pannello multilingue con la possibilità di selezionare i comandi in italiano, tedesco e inglese. Un software dedicato ordina e controlla le varie fasi di lavoro.
Sull’ampiamento del mercato e sulle potenzialità future della macchina Merlani ha le idee chiare. «Sono tante le persone che si servono della bici per spostamenti più o meno brevi, anche sul nostro territorio si potrebbe pensare di introdurre una “lavatrice” nei pressi di parchi, piste ciclabili o comunque aree frequentate da appassionati.
Vista la semplicità della macchina si può pensare di posizionarlasenza problemi in uno spazio esterno, prevedendo una tariffa per il lavaggio, come alcuni acquirenti che l’hanno comprata già fanno. Si potrebbe pensare anche di inserirla in zone dove sono presenti autolavaggi – conclude - spazi quindi già ampi e attrezzati».

lunedì 8 giugno 2015

Tre progetti per 57 milioni di turisti: la Toscana dell'ospitalità punta ai segmenti turistici emergenti: matrimoni, cicloturismo e enoturismo


L'obiettivo delle tre iniziative elaborate dall'agenzia pubblica Toscana Promozione è infatti quello di intercettare flussi che, secondo le stime internazionali, riguardano complessivamente circa 57 milioni di turisti, una cifra quasi pari all'intera popolazione italiana.
"Il mondo del turismo è in continua evoluzione – spiega in una nota di Toscana Promozione Alberto Peruzzini, dirigente del settore turismo dell'Agenzia – e per essere sempre ai primi posti è necessario lavorare con anticipo su quei segmenti d'offerta che, in prospettiva futura, offrono il maggior ritorno sull'investimento iniziale". Da questa convinzione è nata l'idea di puntare su tre segmenti che vedono la Toscana già ben posizionata, ma che hanno bisogno di quella spinta in più per poter uscire dalla "nicchia".
Matrimoni – Ogni giorno, nel mondo, si celebrano circa 115 milioni di matrimoni che, complessivamente, generano 6 milioni di viaggi (Fonte: ICOHT 2013). Cifre che corrispondono, con una stima al ribasso che considera solo gli sposi novelli in luna di miele, a circa 12 milioni di viaggiatori. I flussi turistici legati ai matrimoni non sono annoverati nelle statistiche Eurostat sul turismo e solo recentemente se ne comincia a parlare negli studi generali sul turismo nazionale o internazionale. Si tratta, però, di un fenomeno in costante aumento. Le stime emerse dall'ultima assemblea della International Conference on Hospitality & Tourism Management parlano di un incremento del +75% dal 2007 al 2012. "Per fare un esempio concreto – spiega ancora Peruzzini –, basti pensare che solo negli Stati Uniti si celebrano 2 milioni di matrimoni all'anno, di cui 500.000 vengono organizzati all'estero. L'Italia potrebbe intercettarne almeno il 10%, con un enorme beneficio anche per tutto l'indotto". Considerata la crescente tendenza alle nozze all'estero, infatti, puntare sui matrimoni significa lavorare su un segmento turistico che, potenzialmente, interessa dalle strutture ricettive alle lavanderie. Potenzialità che il matrimonio celebrato lo scorso anno a Firenze fra Aradhana Lohia, figlia del magnate della plastica indiano Aloke Lohia e il nobile indiano Kevin Sharma ha ben messo in evidenza: 700 ospiti, 5 alberghi in esclusiva, 35 parrucchieri, 60 fioristi, 200 mezzi riservati e un budget complessivo di 8 milioni di euro.

Cicloturismo – Secondo un recente studio commissionato dal Parlamento Europeo alla European Cyclists' Federation, sarebbero 25,6 milioni i cicloturisti pernottanti nel mondo, per un valore complessivo di 54 miliardi di euro all'anno. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un segmento di nicchia che non è rilevato dalle statistiche Eurostat. I casi studio europei, però, mettono in evidenza come lo sviluppo di itinerari cicloturistici possano avere interessanti ricadute sulle economie locali, in termini di creazione di imprese e posti di lavoro. "Oggi – illustra Peruzzini –, la classifica delle principali destinazioni cicloturistiche europee vede la Francia e l'Austria ai primi posti. Il nostro obiettivo è portare sul podio la Toscana, sfruttando anche la forza che la nostra regione ha nei principali Paesi da cui partono i flussi cicloturistici: Germania e Regno Unito".

Enoturismo – Qui la Toscana gioca in casa, tanto da essere un caso di studio a livello internazionale. Ma si può fare di più, è la convinzione di Toscana Promozione. Nel mondo, infatti, si stima che siano circa 20 milioni gli enoturisti (fonte: Wine Tourism Conference) di cui solo 3 arrivano in Italia. "Gli esperti di settore su questo sono categorici – chiarisce ancora il dirigente Alberto Peruzzini –: gli arrivi in Italia rappresentano solo il 20% delle potenzialità di questo segmento d'offerta""I riconoscimenti ottenuti dalla Toscana negli ultimi anni e che ci indicano come la miglior destinazione europea per l'enoturismo ci dicono che possiamo avere un ruolo importante per incrementare la performance nazionale di questo segmento d'offerta, e questo è quello che vogliamo ottenere. Nella nostra regione sono attive 350 aziende vinicole con offerta ricettiva, di cui 64 si posizionano nel segmento lusso e di queste 15 si situano nel segmento extralusso. Numeri che fanno della Toscana una delle principali destinazioni internazionali del turismo del vino di fascia alta""Oggi i nostri Wine Resort attirano circa 100.000 turisti per un fatturato complessivo che, nel 2013, è stato di 250 milioni di euro – conclude Peruzzini –. Un segmento che pesa per l'1,2% sul movimento complessivo di turisti del vino. È una percentuale che dobbiamo assolutamente far crescere, sfruttando a pieno le potenzialità di questo settore in continua espansione e che vede in campo importanti competitor come la Rioja in Spagna, la Napa Valley in California o le regioni della Francia".