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lunedì 8 giugno 2015

Tre progetti per 57 milioni di turisti: la Toscana dell'ospitalità punta ai segmenti turistici emergenti: matrimoni, cicloturismo e enoturismo


L'obiettivo delle tre iniziative elaborate dall'agenzia pubblica Toscana Promozione è infatti quello di intercettare flussi che, secondo le stime internazionali, riguardano complessivamente circa 57 milioni di turisti, una cifra quasi pari all'intera popolazione italiana.
"Il mondo del turismo è in continua evoluzione – spiega in una nota di Toscana Promozione Alberto Peruzzini, dirigente del settore turismo dell'Agenzia – e per essere sempre ai primi posti è necessario lavorare con anticipo su quei segmenti d'offerta che, in prospettiva futura, offrono il maggior ritorno sull'investimento iniziale". Da questa convinzione è nata l'idea di puntare su tre segmenti che vedono la Toscana già ben posizionata, ma che hanno bisogno di quella spinta in più per poter uscire dalla "nicchia".
Matrimoni – Ogni giorno, nel mondo, si celebrano circa 115 milioni di matrimoni che, complessivamente, generano 6 milioni di viaggi (Fonte: ICOHT 2013). Cifre che corrispondono, con una stima al ribasso che considera solo gli sposi novelli in luna di miele, a circa 12 milioni di viaggiatori. I flussi turistici legati ai matrimoni non sono annoverati nelle statistiche Eurostat sul turismo e solo recentemente se ne comincia a parlare negli studi generali sul turismo nazionale o internazionale. Si tratta, però, di un fenomeno in costante aumento. Le stime emerse dall'ultima assemblea della International Conference on Hospitality & Tourism Management parlano di un incremento del +75% dal 2007 al 2012. "Per fare un esempio concreto – spiega ancora Peruzzini –, basti pensare che solo negli Stati Uniti si celebrano 2 milioni di matrimoni all'anno, di cui 500.000 vengono organizzati all'estero. L'Italia potrebbe intercettarne almeno il 10%, con un enorme beneficio anche per tutto l'indotto". Considerata la crescente tendenza alle nozze all'estero, infatti, puntare sui matrimoni significa lavorare su un segmento turistico che, potenzialmente, interessa dalle strutture ricettive alle lavanderie. Potenzialità che il matrimonio celebrato lo scorso anno a Firenze fra Aradhana Lohia, figlia del magnate della plastica indiano Aloke Lohia e il nobile indiano Kevin Sharma ha ben messo in evidenza: 700 ospiti, 5 alberghi in esclusiva, 35 parrucchieri, 60 fioristi, 200 mezzi riservati e un budget complessivo di 8 milioni di euro.

Cicloturismo – Secondo un recente studio commissionato dal Parlamento Europeo alla European Cyclists' Federation, sarebbero 25,6 milioni i cicloturisti pernottanti nel mondo, per un valore complessivo di 54 miliardi di euro all'anno. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un segmento di nicchia che non è rilevato dalle statistiche Eurostat. I casi studio europei, però, mettono in evidenza come lo sviluppo di itinerari cicloturistici possano avere interessanti ricadute sulle economie locali, in termini di creazione di imprese e posti di lavoro. "Oggi – illustra Peruzzini –, la classifica delle principali destinazioni cicloturistiche europee vede la Francia e l'Austria ai primi posti. Il nostro obiettivo è portare sul podio la Toscana, sfruttando anche la forza che la nostra regione ha nei principali Paesi da cui partono i flussi cicloturistici: Germania e Regno Unito".

Enoturismo – Qui la Toscana gioca in casa, tanto da essere un caso di studio a livello internazionale. Ma si può fare di più, è la convinzione di Toscana Promozione. Nel mondo, infatti, si stima che siano circa 20 milioni gli enoturisti (fonte: Wine Tourism Conference) di cui solo 3 arrivano in Italia. "Gli esperti di settore su questo sono categorici – chiarisce ancora il dirigente Alberto Peruzzini –: gli arrivi in Italia rappresentano solo il 20% delle potenzialità di questo segmento d'offerta""I riconoscimenti ottenuti dalla Toscana negli ultimi anni e che ci indicano come la miglior destinazione europea per l'enoturismo ci dicono che possiamo avere un ruolo importante per incrementare la performance nazionale di questo segmento d'offerta, e questo è quello che vogliamo ottenere. Nella nostra regione sono attive 350 aziende vinicole con offerta ricettiva, di cui 64 si posizionano nel segmento lusso e di queste 15 si situano nel segmento extralusso. Numeri che fanno della Toscana una delle principali destinazioni internazionali del turismo del vino di fascia alta""Oggi i nostri Wine Resort attirano circa 100.000 turisti per un fatturato complessivo che, nel 2013, è stato di 250 milioni di euro – conclude Peruzzini –. Un segmento che pesa per l'1,2% sul movimento complessivo di turisti del vino. È una percentuale che dobbiamo assolutamente far crescere, sfruttando a pieno le potenzialità di questo settore in continua espansione e che vede in campo importanti competitor come la Rioja in Spagna, la Napa Valley in California o le regioni della Francia".

martedì 2 giugno 2015

ciclismo turismo sostenibile

Messa a punto una mappa con 18.000 chilometri di strade percorribili in bicicletta in Italia. Il cicloturismo in Europa vale 44 miliardi l'anno, nel nostro Paese si attende una legge nazionale
Bisognerà attendere ancora per le innovazioni (velostazioni, sistema di identificazione nazionale e tutti i capoluoghi collegati) della legge quadro per la ciclabilità in Italia a cui lavoravano nei mesi scorsi alcuni deputati del gruppo interparlamentare per la Mobilità Nuova.
Ma la mappa della rete di ciclovie nazionali (circa 18.000 km di strade ciclabili) è già pronta grazie a Bicitalia, il progetto messo a punto dalla Federazione italiana amici della bicicletta (Fiab) con la collaborazione di dieci Regioni italiane e della Provincia di Trento, come riporta il magazine Voci di Milano.
La rete è consultabile sul sito www.bicitalia.org: 10.000 chilometri già mappati, 18 itinerari e 50 "ciclovie di qualità", ovvero itinerari prevalentemente su pista ciclabile che, per caratteristiche del paesaggio, sicurezza e servizi offerti, sono considerati al di sopra della media nazionale.
Come riporta ancora Voci di Milano, "i turisti che amano visitare l'Italia in sella alla bicicletta rappresentano il 20% di tutto il turismo ciclistico dell'Europa centro-meridionale. Ad attrarre un numero sempre maggiore di persone è la possibilità di vivere un'esperienza di viaggio focalizzata sull'utilizzo della bicicletta ma utilizzando anche il treno per gli spostamenti più lunghi".
"Il lavoro di Fiab per Bicitalia si inserisce nel progetto europeo di EuroVelo, la grande rete ciclabile sviluppata dall'European cyclists' federation (Ecf) che corre su oltre 70 mila km di strade tra i Paesi dell'Unione europea" per un valore economico valutato in circa 44 miliardi di euro all'anno. E secondo la Fiab, la rete di Bicitalia potrebbe generare un fatturato pari a 3,2 miliardi di euro all'anno per il nostro Paese. Sempre in attesa di una legge che regolamenti il cicloturismo in tutti i territori d'Italia.

lunedì 1 giugno 2015

Ciclabili, appello per lo «stradone»


Il comitato «Bike No Stop» - «Rischi reali, fate in fretta»
Quattro anni fa nascenta in Busa il Comitato «Bike no stop», creato per spingere le amministrazioni ad investire di più
e più in fretta sul mondo della bicicletta, ad iniziare dalla creazione delle ciclabili in zona.
Dal 2011 ad oggi non molto, però, sembra cambiato a giudicare dal documento che il comitato ha inviato in questi
giorni: «La "fame" di ciclabili è generata da un'accresciuta popolazione in termini numerici, ma soprattutto da un
cambiamento nello stile di vita e ad una maggiore sensibilità verso le tematiche green: la bici viene vissuta come il
modo migliore per lasciare a casa l'auto, con ottime ricadute su traffico, inquinamento, salute e portafogli. La notevole
diffusione poi delle bici elettriche ha dato la possibilità anche agli anziani che avevano appeso la bici al chiodo, di
sfrecciare, veloci come ventenni, anche in salita».
Questo sul fronte dei residenti ma ovviamente, in una zona come nostra, grande importanza ha anche il ciclosturismo:
«Crescono di anno in anno i turisti, soprattutto stranieri che prenotano strutture alberghiere, spesso di medio/alto
livello, dove soggiornare ricoverando le proprie bici in carbonio da seimila euro».
Il comitato "Bike No Stop" in questi anni ha raccolto oltre 3600 firme tramite i vari gazebo ed ha pubblicato decine di
articoli sui media locali. «E' così che è iniziata una costruttiva collaborazione con l'allora sindaco Mattei - scrivono - che
pur definendoci ironicamente "i rompiscatole delle ciclabili", aveva preso fortemente a cuore la faccenda, portando a
casa, nel giro di pochi mesi, un paio di risultati eccellenti: la costruzione a spese della casa di cura Regina di una nuova
passerella sul Sarca e, soprattutto, la "mission impossible" di convincere i Bacini Montani alla costruzione del tratto di
ciclabile a sbalzo sul Sarca, per tappare quell'intollerabile "buco nero" che interrompeva la pista proveniente da Dro
verso Torbole».
Da allora il sindaco Betta è succeduto a Mattei e Mosaner a sé stesso: con entrambi i sindaci il Comitato ha avviato
una serie di incontri per portare a termine il completamento e la sistemazione di quella che dovrebbe diventare la
"spina dorsale" delle ciclabili locali, ovvero la Riva-Arco lungo via Santa Caterina.
«Centinaia di ciclisti percorrono giornalmente questo tratto, per andare da un comune all'altro o per recarsi nei centri
commerciali lungo lo stradone. Tutti ciclisti dotati evidentemente di grande coraggio e sprezzo del pericolo, data
l'oggettiva pericolosità del tracciato odierno, che non pochi incidenti, anche gravi, ha generato. Entrambi i sindaci si
sono dichiarati disponibili al completamento di questa essenziale opera pubblica ed hanno dato incarico ai propri
tecnici di procedere al rilievo e alla progettazione». Da questo punto di vista il Comitato è pienamente soddisfatto per assegna stampa gardesana
il costruttivo dialogo intavolato con le amministrazioni. La nota dolente è la tempistica: «A quest'ora - scrive il
comitato - i lavori dovrebbero essere già iniziati, se non addirittura completati, anche in riferimento alla relativa
semplicità progettuale-realizzativa, e ai costi contenuti dell'intervento. Per quanto riguarda poi il progetto della
ciclabile a sbalzo sul Sarca, impostato dal compianto arch. Roberto Bresciani, sono ormai un paio di anni che è pronto,
ma i lavori non partono perché non si riescono a sbloccare i soldi della Provincia, già peraltro deliberati».
Quello che il Comitato chiede pertanto ai due attuali sindaci di Arco e di Riva è di «prendere maggiormente a cuore la
questione delle ciclabili e di dimostrare un polso più fermo, come già fece a suo tempo Mattei, verso gli impedimenti
tecnici e burocratici, che rischiano di allungare oltre misura i tempi di realizzazione di opere pubbliche così essenziali

giovedì 21 maggio 2015

Ciclismo in Carinzia: turismo e sport per tutti. Gli eventi da non perdere


Durante l’estate la Carinzia è il regno delle escursioni, non solo a piedi, ma anche in bicicletta.

Pedalare in questa regione dell'Austria che confina con l'Italia attraverso la linea di frontiera condivisa con il Friuli Venezia Giulia è piacevole e divertente, sia che ci si trovi attorno ai 200 laghi dalle acque limpide e calde, sia che si scelga di affrontare itinerari più impegnativi sulle numerose salite montane.

Ma non solo gite fuori porta con la famiglia e i bambini, qui anche i ciclisti più preparati troveranno chilometri su cui pedalare. E a sancire la vocazione ciclistica della Carinzia, si ripresentano tre tra le più entusiasmanti manifestazioni carinziane per i patiti della bicicletta: l’Alpe Adria Bike Festival, la maratona ciclistica di Bad Kleinkirchheim e il Grossglockner Bike Challenge.
  • Alpe-Adria-Bikefestival, festa ciclistica senza frontiere (19-21 giugno 2015)
L’Alpe-Adria-Bikefestival, giunto quest’anno alla seconda edizione, ha luogo nella regione carinziana di Villach, a pochi chilometri dal confine italiano di Tarvisio. Uno dei momenti clou dell’evento ciclistico è la granfondo su strada Alpe-Adria-Giro di 165 chilometri, in programma sabato 20 giugno 2015 con partenza e arrivo da Villach, e che vede il transito da Tarvisio, da dove inizia la prima salita impegnativa verso il Passo Predil.

Oltre il valico, i concorrenti si lanceranno in una discesa mozzafiato fino a Bovec, in Slovenia, e nella meravigliosa valle dell’Isonzo (Soča). Alle sorgenti di questo fiume inizia una vera sfida: il Vršič. Con i suoi 52 tornanti offre emozioni intense e panorami mozzafiato. Si scende quindi a Kranjska Gora, da dove il percorso prosegue per poi rientrare in Carinzia. Gli ultimi chilometri della granfondo si snodano lungo l’azzurro lago Faakersee , già caldo e balneabile nel mese di giugno.

Ma non finisce qui, perché il giorno successivo, domenica 21 giugno 2015, è la volta dei biker che si sfideranno nella Alpe-Adria-Mountainbike-Giro, un tour di 100 chilometri nelle tre nazioni confinanti che, partendo dal lago Faaker See, sale fino al passo Jepcasattel dove si varca il confine con la Slovenia. Da qui inizia un lungo tratto di entusiasmante downhill che fa la gioia dei biker prima di raggiungere il fondo valle a Kranjska Gora; lungo un percorso facile e tranquillo si segue la valle Planica fino a Tarvisio, in Italia, che si raggiunge dopo aver toccato gli stupendi laghi di Fusine. Qui, ai piedi delle Alpi Giulie, ultimo pieno d’energia prima di affrontare la via del ritorno in Carinzia. Oltre alle due gare, il programma del festival prevede tanti eventi collaterali, musica dal vivo, un mercatino ciclistico e un criterium nel centro di Villach (venerdì 19 giugno), aperto a ogni ciclista.

Per informazioni: alpe-adria-bikefestival.com/it/

  • Maratona ciclistica di Bad Kleinkirchheim (5 luglio 2015)
Il 5 luglio si svolgerà la 7° edizione della granfondo di Bad Kleinkirchheim, una fra le manifestazioni più amate nel panorama del ciclismo austriaco. Il tracciato prevede salita all’alpe Nockalm e discesa verso il lago Millstättersee, uno dei tracciati ciclistici più belli d’Europa grazie allo splendido territorio in cui si snoda. Due sono i percorsi tra cui scegliere: uno breve ad anello di 60 km e uno lungo di 106 km. Spazio anche ai più piccoli con la gara a loro dedicata prevista per sabato 4 luglio. Per offrire relax e distensione ai corridori,verranno aperti per l’occasione i bagni termali Römertherme, che offrono momenti di benessere e di piacevole divertimento.

Per informazioni: kaernten-radmarathon.at/it
  • Grossglockner Bike Challenge (18 luglio 2015)

Il 18 luglio 2015 si svolgerà la prima edizione del Grossglockner Bike Challenge, manifestazione ciclistica che si affianca alla celebre gara di corsa Grossglockner Berglauf. I ciclisti hanno l’occasione di vivere anche sulla bici da corsa il mito del Grossglockner e ammirare lo spettacolo naturale dei monti degli Alti Tauri.

L’itinerario, lungo 17,3 km, partirà da Heiligenblut per arrivare fino a Quota Imperatore Francesco Giuseppe, dopo aver scalato 1354 metri di altitudine. Come nella tredicesima tappa del Giro d’Italia del 2011 il traguardo della gara ciclistica è previsto proprio sotto il Grossglockner (a quota 2.365 metri) e proprio per questo Grossglockner Bike Challenge sarà un evento assolutamente da non perdere per tutti i grimpeur.

sabato 16 maggio 2015

Ciclismo e valle per il turismo

La Valle Brembana, terra di ciclisti che, in parte, protesta, proprio per i ciclisti. O meglio, per le strade chiuse e una viabilità probabilmente poco adatta a ospitare una manifestazione ciclistica di tale portata. Code, turisti arrabbiati e paesi a monte della gara deserti perché il blocco a valle faceva da deterrente.

Chi voleva salire alla fine ha rinunciato, fin da subito, oppure quando si è trovato stoppato. Altri, invece, per raggiungere la Val Taleggio, da Brembilla sono tornati indietro prendendo gli Orridi da San Giovanni Bianco sobbarcandosi 50 chilometri di percorso. Disagi sacrosanti, nessuno lo nega. Eppure gli avvisi erano comparsi già da giorni e le conseguenze della gara si conoscono ormai da anni. Perché poi, il problema, non sono tanto i ciclisti, quanto una strada inadeguata (soprattutto quella di fondovalle) ad accoglierne migliaia in un botto solo. Una variante a Zogno avrebbe certamente migliorato la situazione.
Quello che forse non si riesce a capire è quanto uno sport come il ciclismo potrebbe invece portare, in termini di immagine e futuro indotto, soprattutto alla Valle Brembana, un fazzoletto di terra che negli anni ha sfornato tre campioni come Antonio Pesenti, Felice Gimondi e Ivan Gotti (sei Giri d’Italia insieme), ma anche un Dario Acquaroli già campione del mondo di mountain bike. L’indotto della Granfondo, è vero, è forse più su Bergamo città, visto che nelle valli i ciclisti passano e poco si fermano. Ma si tratta di una volta l’anno. E poi sarebbe importante guardare a lungo termine. Unire il nome della Valle Brembana al ciclismo, alla sua storia e anche alla Granfondo non potrà che portare altri ciclisti in valle (anche nei ristoranti) e rafforzarne l’immagine. Per esempio, visto che forse nessuno in Italia può vantare una concentrazione tale di campioni di ciclismo, perché non fare un museo dedicato che ne racconti la storia?

sabato 29 novembre 2014

Mobilità e tecnologia, dal controllo passivo all’interazione RFID

Come la nuova tecnologia potrebbe differenziare il traffico urbano in maniera selettiva

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I sistemi di controllo e gestione della mobilità delle città, all’attuale stato della tecnologia, si basano su sistemi di controllo per lo più passivi che si limitano a fotografare tutte le targhe che transitano “dove non si dovrebbe”, salvo poi scartare quelle presenti nelle liste di autorizzazione o whitelist.

Questo lavoro, che a norma di legge prevede l’impiego di un pubblico ufficiale che guarda un video, è abbastanza assurdo da quando sarebbe possibile e soprattutto molto più economico cercare solo di sanzionare i non autorizzati ad accedere a certe aree, limitando l’uso di personale, riducendo le possibilità di errore e offrendo servizi del tutto nuovi alla città.
L’opportunità è offerta dalle etichette a radiofrequenza (detti TAG RFID o più semplicemente RFID) che consentono, dialogando con antenne sui varchi di controllo, di disabilitare la foto per l’auto che transita in quel momento, in entrata o un uscita.
Si può obiettare che questi costi vanno ad imcrementare il costo di sistema complessivo, eppure questo genere di tecnologia riduce in maniera significativa i costi di personale, che sono prioritari e ricorrenti, mentre l’investimento in tecnologia è per gran parte una tantum.
Il vantaggio sta nell’interazione,  ovvero nell’acquisire e integrare dati anche per altri scopi.
Approfondendo il problema, il sistema che sorveglia il varco di accesso può (e deve) continuare  a verificare quante auto entrano e proporre multe solo per i non abilitati, riducendo pratiche e prezioso lavoro di pubblici ufficiali, ma producendo sin da subito un risultato su quel varco:
  • quante auto entrano per fascia oraria?
  • che percentuale sono gli autorizzati su fascia oraria?
Ovviamente lo sviluppo successivo è la definizione di zone a valore crescente all’interno della città dove, con altri varchi con la stessa tecnologia, si continui ad acquisire dati sempre più interessanti:
  • quanti veicoli entrano nell’area esterna?
  • quanti accedono alle aree più interne?
  • su che direttrici di traffico avvengono questi accessi?
Se poi con un minimo di lungimiranza si predisponesse lo stesso sistema in uscita, se ne otterrebbe un risultato ancora più interessante, avendo a disposizione, per fascia oraria, il varco di accesso, il varco di uscita e il tempo in cui si è rimasti nella zona a traffico controllato.
Disponendo di parcheggi o attivando partnership con i parcheggiatori si potrebbero automatizzare accesso ed uscita dai parcheggi, con pagamenti convenzionati, raccogliendo, inoltre, a fine mese dal TAG RFID i tempi si percorrenza e di sosta in città.

Il pericolo della violazione della privacy

La possibilità di violare la privacy con questo sistema sarebbe del tutto ridotto, poiché si leggerebbe solo il numero univoco del TAG e l’associazione veicolo-persona si troverebbe in altro database. Entrambi i database potrebbero essere protetti molto bene e, se non residenti sullo stesso server, sarebbero difficilmente attaccabili.
Se si usasse lo stesso sistema per le biciclette (a costo zero, incidentalmente dopo lo sviluppo per le auto e le moto), si otterrebbe una mappa dei percorsi ciclabili più usati, cosa che probabilmente nessuna città ha realmente a disposizione. Mappa con un suo valore rilevantissimo e potenzialmente economico per la valutazione di quanto la città sia ecosostenibile.
L’interazione si può espandere ai mezzi di trasporto pubblico per ricevere check dei passaggi nei punti salienti, per verificare il telecontrollo, se esiste, o per prevedere i tempi di arrivo.
Il set dei dati del trasporto pubblico (tra cui potremmo mettere taxi e ncc) consente di verificare, sia pure a posteriori, se gli orari del trasporto pubblico sono rispettati, i tempi di percorrenza in presenza o meno di corsie riservate e molti altri dati.
Non ultimo si potrebbe avere un piccolo set di varchi mobili per controllare corsie riservate o vie specifiche e in presenza di molti varchi e molti veicoli con tag attivo si potrebbe anche avere idea della velocità media del traffico.

I costi della tecnologia RFID

A fronte di alcune migliaia di euro per varco (che come tutta la tecnologia ha costi calanti al crescere della realizzazione) e di alcuni euro per TAG RFID, questo tipo di tecnologia sarebbe accettabile per tante città, se non addirittura più conveniente per città piccole o con nulla di già installato.
Avere dati ha un valore? Avere dati sulla mobilità sia un valore aggiunto notevole e che forse l’investimento sarebbe redditizio da subito.
Occorre solo convincere le Amministrazioni più lungimiranti e le nuove applicazioni salteranno fuori da sole.
Un esempio per tutti: la priorità semaforica al bus che ha un tag sul vetro e  un semaforo con l’antenna.